Smart Building: un protagonista della smart mobility


Apparentemente non c’è nulla di più distante di un edificio da un mezzo di trasporto: il primo è per definizione statico, l’altro necessariamente mobile, per quanto per gran parte della sua vita stia fermo in un parcheggio o in un garage (cosa che ha una certa rilevanza riguardo al tema di questo articolo).

Cosa lega, allora, la mobilità sostenibile agli edifici? In primis la parola “sostenibile”, dal momento che gli edifici sono il primo produttore di gas serra al mondo e i trasporti sono il secondo, con oltre 8,2 miliardi di tonnellate di CO2eq nel 2018, su un totale di oltre 49. Quindi il tema della loro conversione green è assolutamente comune e strategicamente fondamentale per cogliere gli obiettivi posti dal Green Deal europeo.

Ovviamente, quando parliamo di trasporti non parliamo esclusivamente di auto, ma certamente la conversione del parco veicolare pubblico e privato costituisce un punto imprescindibile del piano di decarbonizzazione. In quest’ambito parliamo anzitutto di veicoli full hybrid ed elettrici, la cui crescita in Italia nel 2020 ha segnato un corposo +251% rispetto al 2019, con ben 59.875 nuove immatricolazioni, pari al 4,3% sul totale, trend in ulteriore forte crescita nel primo semestre del 2021.

La mobilità elettrica o full hybrid, per definizione, necessita di una ricarica frequente che, come emerge anche dall’ultimo Smart Mobility Report del Politecnico di Milano, costituisce anche il primo freno all’acquisto, dal momento che l’infrastruttura della ricarica, ad oggi, viene percepita ancora come carente, malgrado in Italia, a luglio del 2021, si stimassero circa 21.500 punti di ricarica pubblici, con una crescita del 34% sul 2020.

Ma sarebbe del tutto errato restringere il campo delle problematicità ai soli punti di ricarica pubblici, dal momento che, come ampiamente documentato, oltre il 70% delle ricariche di veicoli elettrici avvengono presso il luogo di residenza, ovvero nel parcheggio condominiale o nel garage, quindi negli spazi privati.

Anche grazie al quadro incentivante previsto dalla legge di Bilancio, in quest’ambito la crescita di punti di ricarica, anno su anno, nel 2020 ha segnato una fortissima crescita, con valori triplicati e arrivati a circa 24.000 unità, ma ancora con una percentuale molto contenuta in ambito condominiale.

È qui che si incrociano le vicende degli edifici smart con quelli della mobilità smart. Quest’ultima, infatti, non può crescere senza una apposita dotazione negli edifici di punti di ricarica, specie in quelli condominiali. E il problema del suo sviluppo capillare non è solo un problema di delibere, ma anche di risorse della rete, molto spesso sottodimensionata rispetto alle nuove esigenze. Basti al riguardo considerare che un’auto elettrica che percorra circa 25.000 km/anno, consuma circa due volte l’energia consumata nello stesso arco di tempo da un appartamento di medie dimensioni.

Di qui l’esigenza di una evoluzione tecnologica che renda “intelligente” il sistema di ricarica dei veicoli elettrici soprattutto nei complessi condominiali. In primis, dove possibile, abbinandoli a sistemi di generazione di energia rinnovabile (soprattutto impianti fotovoltaici); ma anche prevendendo sistemi di accumulo integrati con l’infrastruttura di ricarica per ridurre l’impatto della ricarica stessa sulla rete elettrica, specie dove risulta “debole” (e in Italia accade spesso). Non da ultimo attraverso sistemi “veicol to grid” (V1G e V2G) in grado di integrare in un unico sistema intelligente stazioni di ricarica, operatori e veicoli, al fine di ottimizzare l’utilizzo dell’energia adattandolo alle condizioni della rete e alle esigenze degli utenti.