Nonostante la crisi le auto connesse continuano a guadagnare strada

3 Giugno 2022 Angela


Il report dalla “School of Management” del Politecnico di Milano segnala un giro d’affari di quasi due miliardi per le auto connesse

Un paio di certezze. Sono quelle che scaturiscono dalla lettura del rapporto “Connected Car & Mobility: la strada verso una nuova economia”, preparato dalla “School of Management” del Politecnico di Milano. La prima certezza è che, nonostante il difficile periodo che sta vivendo il mercato dell’auto, lo sviluppo dei veicoli digitalizzati e connessi non sta accusando battute d’arresto. Da ciò deriva la seconda certezza, ovvero che i numeri già positivi contenuti nel report fra una decina d’anni ci sembreranno addirittura ridicoli rispetto alle dimensioni che avrà nel frattempo raggiunto il mercato delle connected cars.

Le auto vendute in Italia

Per capire il valore dell’attuale performance è innanzitutto utile inserirla in un contesto generale che nel nostro Paese ha visto il mercato dell’auto 2021 chiudersi con 1,45 milioni  di auto nuove vendute. E se è vero che si è trattato di un incremento pari a 76.000 unità rispetto al 2020, il dato rappresenta pur sempre una flessione del 31% rispetto agli oltre 1,9 milioni di veicoli venduti nel 2019. “Si tratta – si legge nel report – di un gap ancora difficile da colmare, con prospettive poco rosee per il 2022  e che non riguardano soltanto l’Italia. Infatti, a pesare sulle vendite sono soprattutto la perdurante crisi dei chip, le continue difficoltà logistiche nell’approvvigionamento di componenti fondamentali, il progressivo rincaro delle materie prime e dell’energia”.

Ebbene, in questo quadro d’insieme tutt’altro che rassicurante, nel 2021 il mercato delle soluzioni per la connected car ha registrato in Italia un discreto tasso di crescita rispetto al 2020 (+9%), arrivando a toccare quota 1,28  miliardi di euro (+100 milioni di euro rispetto all’anno precedente). In termini  di diffusione, sono 18,4 milioni i veicoli connessi a fine 2021, quasi il 47% del parco circolante in Italia (+1,1 milioni sul 2020). A prevalere in termini di tipologia di soluzioni ci sono i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (54%, +4% rispetto al 2020), sul mercato ormai da molti anni, sebbene la crescita è adesso trainata principalmente dalle auto nativamente connesse tramite SIM (19%, +10%).

In linea con le performance europee

Oltre alle auto connesse, vanno poi considerati i sistemi ADAS (acronimo di Advanced Driver Assistance Systems) integrati all’interno dei nuovi modelli, quali la frenata automatica di emergenza o il mantenimento di corsia, che hanno fatto registrare alla fine del 2021 un valore di 640 milioni di euro, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Aggiungendo questo ammontare si arriva quindi a un valore  complessivo del mercato che nel 2021 ha toccato la quota di 1,92 miliardi di euro. Si tratta in generale di un buon risultato, anche tenendo conto dei numeri dei principali Paesi occidentali, compresi tra il +5% e il +10%, per non parlare del difficile scenario complessivo sopra descritto.

Parallelamente, sottolinea il report, prosegue il processo di maturazione dell’offerta di soluzioni per l’auto smart, con un numero crescente di aziende in grado di raccogliere grandi quantità  di dati dai veicoli, grazie ai quali integrare la propria offerta con nuovi servizi di valore. Tale approccio ha un  impatto diretto sui numeri del mercato: questi servizi raggiungono già quota 400 milioni, in crescita del 18% rispetto al 2020. Del resto per i produttori di auto c’è la possibilità di contare sempre più sulla componente hardware già installata in fase di produzione per poter puntare, appunto, su servizi abilitati dalla connettività  e creare così un differenziale competitivo. Ad esempio, grazie alla connettività, già oggi è possibile verificare malfunzionamenti del veicolo e attivare eventuali riconfigurazioni direttamente da remoto, in modalità Over The Air (OTA), evitando di effettuare costosi e problematici recall su interi lotti di produzione.