Rinnovabili: quando l’IA accelera il fotovoltaico
Fino a 2.000 nuovi siti individuati in un mese, dall’analisi dei terreni ai primi contatti con i proprietari: una nuova piattaforma punta a ridurre drasticamente tempi e complessità nella fase preliminare dei progetti energetici
L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore della transizione energetica italiana e promette di cambiare radicalmente i tempi di sviluppo degli impianti fotovoltaici. È questa la direzione intrapresa da Proger, che ha sviluppato una piattaforma basata sull’integrazione tra sistemi GIS (Geographic Information System) e AI capace di individuare fino a 2.000 siti idonei per nuovi impianti fotovoltaici in meno di un mese.
Un risultato che punta a rivoluzionare la cosiddetta fase di “origination”, ovvero l’insieme delle attività preliminari necessarie per avviare un progetto energetico. Oggi queste operazioni possono richiedere oltre nove mesi di lavoro tra analisi territoriali, verifiche normative, controlli ambientali e ricerca dei proprietari dei terreni. La piattaforma, invece, automatizza buona parte del processo, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi fino a due settimane.
Il sistema analizza in modo integrato una grande quantità di dati territoriali: morfologia del suolo, livelli di irraggiamento, presenza di vincoli paesaggistici, distanza dalla rete elettrica e compatibilità normativa. La tecnologia è applicabile non solo al fotovoltaico tradizionale, ma anche a impianti agrivoltaici e sistemi di accumulo energetico.
Oltre alla selezione dei siti, la piattaforma consente anche di effettuare uno screening normativo e ambientale e di identificare automaticamente i proprietari fondiari tramite dati catastali e fonti aperte, avviando i primi contatti in maniera automatizzata. Tutte le attività vengono monitorate attraverso una dashboard centralizzata che permette di seguire in tempo reale lo stato di avanzamento dei progetti.
IL CONTESTO
Nel 2025 la produzione fotovoltaica nazionale è aumentata del 25% su base annua, superando i 43 GW di capacità installata complessiva. Tuttavia, le nuove installazioni hanno registrato una flessione del 5%, segnale delle difficoltà che ancora caratterizzano le fasi preliminari dei progetti.
La sfida è legata anche agli obiettivi fissati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso il PNIEC, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che prevede un più che raddoppio della capacità rinnovabile installata entro il 2030. Un traguardo che richiederà investimenti stimati tra i 70 e i 90 miliardi di euro e una forte accelerazione nello sviluppo delle infrastrutture energetiche.
In questo scenario, strumenti digitali avanzati e intelligenza artificiale potrebbero diventare un fattore decisivo non solo per velocizzare i progetti, ma anche per sostenere l’intera filiera industriale della transizione energetica, dall’ingegneria alla costruzione, fino alla gestione degli impianti e dei sistemi di accumulo.





