Sud Italia e Mediterraneo, la nuova frontiera della transizione energetica europea
Il Sud Italia non è più soltanto una periferia geografica dell’Europa, ma sempre più un baricentro strategico per energia, infrastrutture, innovazione e cooperazione euro-mediterranea. È questo il quadro emerso dall’ultima edizione del Forum “Verso Sud” promosso da TEHA Group – The European House Ambrosetti, che ha posto al centro il ruolo del Mezzogiorno nella nuova geografia energetica e industriale del Mediterraneo.
Secondo il Mediterranean Sustainable Development Index 2026, il Sud Italia è oggi la seconda economia più attrattiva e competitiva dell’area mediterranea, al pari della Spagna, salendo di una posizione rispetto all’anno precedente. Il Mezzogiorno risulta primo per dotazione di risorse, quinto per performance economica, settimo per innovazione e ottavo per dimensione sociale.
I dati
A rafforzare questo scenario contribuiscono anche i dati economici degli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024 il PIL del Sud è cresciuto del 7,7%, più del Nord (+5,9%) e del Centro (+3,7%), mentre l’occupazione è aumentata del 6,6%. Una dinamica che dimostra come il Mezzogiorno possa diventare la piattaforma energetica e logistica dell’Europa nel Mediterraneo Allargato.
Il tema energetico
Durante il Forum è emersa una crescente percezione del rischio energetico tra le imprese, legata alle tensioni geopolitiche, alla volatilità dei prezzi e alla necessità di accelerare l’autonomia energetica europea. In questo contesto il Sud Italia appare strategico grazie alla sua posizione geografica, all’elevata disponibilità di sole e vento, alla presenza di porti, dorsali infrastrutturali e collegamenti con Nord Africa e Medio Oriente.
Regioni come Puglia, Sicilia e Sardegna stanno assumendo un ruolo crescente nello sviluppo di energie rinnovabili, idrogeno verde, reti intelligenti e interconnessioni energetiche. La Sardegna, intervenuta al Forum con la presidente Alessandra Todde, ha ribadito la volontà di puntare su “competitività, energia e innovazione” come leve di sviluppo.
Il Mediterraneo al centro delle strategie europee
Gli esperti ricordano che la macro-regione del Mediterraneo rappresenta circa il 14% del PIL globale ed è attraversata da nuove sfide geoenergetiche e infrastrutturali. In questo scenario il Sud Italia può diventare una vera “cerniera” tra Europa, Africa e Medio Oriente, soprattutto nei settori dell’energia, della logistica e delle tecnologie per la sostenibilità urbana ed edilizia.
Anche la transizione energetica degli edifici passa da qui
Le regioni meridionali, caratterizzate da un enorme patrimonio immobiliare spesso energivoro ma favorito da condizioni climatiche ideali per il fotovoltaico e l’efficienza energetica, rappresentano un laboratorio naturale per le politiche europee legate alla decarbonizzazione e alla direttiva EPBD4. Dalla riqualificazione urbana alle smart grid, fino agli edifici intelligenti e resilienti, il Sud potrebbe diventare uno dei principali mercati di sviluppo della nuova economia green italiana.
La sfida, ora, sarà trasformare il potenziale in capacità industriale stabile: infrastrutture, competenze tecniche, governance e velocità autorizzativa saranno decisive per fare del Mezzogiorno non solo un territorio di passaggio energetico, ma uno dei motori della competitività europea nel Mediterraneo.
In questo scenario si inserisce anche Smart Building Levante 2026, la manifestazione internazionale in programma a Bari il 18 e 19 novembre, nata per discutere il futuro energetico e digitale degli edifici nel Mediterraneo. La fiera riunirà imprese, progettisti, istituzioni e operatori delle costruzioni sui temi di efficienza energetica, smart building, rinnovabili e città resilienti. Un appuntamento che punta a trasformare il Sud Italia in uno dei principali hub europei della twin transition energetica e digitale.
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