Piano Casa: dai professionisti tecnici proposte per rendere il decreto più sostenibile e applicabile

29 Maggio 2026 Ilaria Rebecchi


Il confronto sul nuovo Piano Casa entra nel vivo e, nel corso delle audizioni alla Commissione Ambiente della Camera sul decreto-legge n. 66 del 2026, geometri e ingegneri hanno avanzato una serie di proposte per rafforzare il provvedimento, con l’obiettivo di renderlo più efficace sul piano operativo, economico e tecnico.

Da un lato il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, dall’altro il Consiglio Nazionale degli Ingegneri: entrambe le categorie hanno condiviso l’impostazione generale del decreto, riconoscendone il valore strategico per affrontare il disagio abitativo, la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Allo stesso tempo, però, hanno evidenziato alcune criticità applicative che potrebbero limitarne l’impatto concreto sui territori.

Per i geometri, il nodo centrale riguarda soprattutto la sostenibilità economica degli interventi di edilizia convenzionata. Secondo il presidente del CNGeGL Paolo Biscaro, la previsione del 70% di alloggi a prezzi calmierati e del 30% destinato al libero mercato rischia, in molti contesti, di scoraggiare gli investimenti privati. Da qui la richiesta di una rimodulazione progressiva dei vincoli, accompagnata da incentivi fiscali e garanzie pubbliche per il social housing, così da evitare che le operazioni risultino economicamente insostenibili.
Anche il CNI interviene sul tema dell’edilizia integrata, chiedendo criteri più chiari per definire il rapporto tra edilizia convenzionata e libera. Per gli ingegneri è necessario evitare che la componente privata prevalga su quella sociale, mantenendo elevata la qualità abitativa degli interventi e garantendo servizi e spazi comuni adeguati.

Entrambe le categorie insistono poi sulla necessità di una forte semplificazione burocratica. I geometri sottolineano come il sistema dei commissari previsto per le grandi opere rischi di lasciare fuori l’edilizia diffusa e la piccola proprietà privata, che continuerebbero a confrontarsi con procedure lente e complesse. Per questo chiedono che strumenti urbanistici più flessibili e procedure snelle vengano estesi anche agli interventi di scala inferiore.
Gli ingegneri, invece, puntano l’attenzione sulla digitalizzazione del settore. Secondo il CNI, il Piano Casa dovrebbe introdurre in modo esplicito l’obbligo di utilizzare sistemi BIM e strumenti di gestione informativa digitale interoperabile, in linea con il nuovo Codice dei contratti pubblici, così da migliorare progettazione, manutenzione e gestione del ciclo di vita degli edifici.

Altro punto condiviso riguarda la qualità tecnica e ambientale degli interventi

Per i professionisti, il recupero del patrimonio edilizio non può limitarsi ad aumentare il numero di alloggi disponibili, ma deve garantire sostenibilità, sicurezza sismica, efficienza energetica, accessibilità e resilienza climatica. In quest’ottica, il CNI propone standard prestazionali più rigorosi, mentre i geometri chiedono maggiore chiarezza sullo stato legittimo degli immobili e sulla possibilità di includere anche edifici già sanati tramite condono edilizio nei processi di rigenerazione urbana.

Sul fronte finanziario, il CNGeGL apre inoltre una riflessione europea sulle regole prudenziali bancarie, proponendo una revisione dei criteri EBA per facilitare il credito agli interventi immobiliari con impatto ambientale e sociale positivo. Una leva che, secondo i geometri, potrebbe favorire nuova liquidità per la rigenerazione urbana senza alterare gli equilibri normativi europei.

Dal confronto emerge dunque una linea comune: il Piano Casa viene considerato un’opportunità importante per rilanciare il recupero urbano e ampliare l’offerta abitativa, ma il successo del provvedimento dipenderà dalla capacità di tradurre gli obiettivi politici in strumenti realmente applicabili, sostenibili e coerenti con le esigenze operative dei territori e della filiera tecnica dell’edilizia.

 

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.