Quando il fotovoltaico è su un grande edificio industriale
Geometrie solari evolute per massimizzare la produzione da fonti rinnovabili: il lavoro nella zona industriale di Rolo, nel cuore della Pianura
Un tetto industriale può trasformarsi in una vera e propria infrastruttura energetica, senza consumare nuovo suolo e ottimizzando ogni metro quadrato disponibile. È questa la logica che guida il nuovo generatore fotovoltaico realizzato da CUBI per KRYALOS SGR S.p.A. – Fondo Mazer, sulla copertura piana di un polo logistico di nuova realizzazione nella zona industriale Campogrande a Rolo, nel cuore della pianura padana.

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Il progetto si distingue per l’adozione di geometrie solari evolute che permettono di massimizzare la produzione di energia rinnovabile in ambito industriale. I due impianti gemelli occupano quasi interamente la copertura dell’edificio e mettono a sistema alcune delle best practices più avanzate del settore, a partire dalla disposizione est-ovest dei moduli fotovoltaici. Una scelta progettuale che consente non solo di aumentare la densità di potenza installata, ma anche di distribuire la produzione elettrica lungo l’intero arco della giornata.
Grazie all’elevata efficienza di conversione dei moduli di ultima generazione, è stato possibile adottare una configurazione “a capanna”, con superfici captanti orientate alternativamente verso est e verso ovest. I moduli sono disposti in doppie file allineate lungo l’asse nord-sud, una geometria che elimina le ombre portate anche nei mesi invernali, quando il sole resta più basso sull’orizzonte. Il risultato è un utilizzo ottimale della superficie disponibile, con file ravvicinate e un numero maggiore di moduli installati rispetto alle configurazioni tradizionali.

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L’impianto si sviluppa su una superficie complessiva di circa 3.400 metri quadrati, con due generatori collocati rispettivamente nella fascia settentrionale e meridionale della copertura rettangolare. Ogni generatore è composto da 1.532 moduli per applicazioni industriali, per un totale di 3.064 pannelli ad alte prestazioni, dotati di doppio vetro per resistere agli eventi meteorologici estremi. I moduli, inclinati di 10 gradi, sono installati su strutture in alluminio zavorrate, progettate per minimizzare i carichi statici puntuali sulla copertura.
Il tetto appare così quasi completamente ricoperto dalle superfici fotovoltaiche, fatta eccezione per i percorsi di manutenzione, le fasce di sicurezza attorno ai lucernari e l’area tecnica destinata ai quadri elettrici. La potenza complessiva dei due impianti raggiunge 1.516,68 kWp, con una produzione annua stimata di oltre 834 mila kWh, immessi in rete trifase in media tensione.

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L’orientamento est-ovest consente di ottenere due picchi giornalieri di produzione, uno al mattino e uno nel pomeriggio, rendendo l’energia disponibile più coerente con i profili di autoconsumo dell’edificio, che non è dotato di sistemi di accumulo. Un approccio che conferma come la progettazione intelligente sia oggi la chiave per rendere il fotovoltaico industriale sempre più efficiente, flessibile e integrato.





