Costruzioni, 350 mila occupati in più in cinque anni: il settore resta un pilastro dell’economia
Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha dimostrato una capacità di crescita e di assorbimento occupazionale sorprendente. Tra il 2020 e il 2025 la filiera edilizia italiana ha registrato oltre 350 mila nuovi occupati, arrivando a circa 3,3 milioni di addetti complessivi. Un risultato significativo: in questo periodo un quinto dei nuovi posti di lavoro creati in Italia è nato proprio nelle costruzioni, segno del ruolo centrale che il comparto continua a svolgere nell’economia nazionale.
I dati emergono dall’anticipazione del Rapporto Federcostruzioni 2025, presentata durante la preparazione della prossima edizione del SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma nell’ottobre 2026 a Bologna. Secondo il rapporto, la filiera dell’edilizia e delle infrastrutture rappresenta oggi oltre un quarto del PIL italiano, confermando la sua funzione di motore economico e occupazionale.
Dopo tre anni di forte espansione, il settore ha attraversato nel 2025 una fase di rallentamento moderato. Gli investimenti complessivi sono diminuiti dell’1,1%, soprattutto a causa del calo dell’edilizia residenziale, che ha registrato una contrazione significativa. Questo rallentamento è stato però compensato dalla crescita delle opere pubbliche e dei cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno continuato a sostenere la domanda di lavoro e di investimenti.
Proprio il PNRR ha avuto un ruolo decisivo nella trasformazione del settore. Oggi risultano circa 16 mila cantieri aperti, molti dei quali già in fase avanzata di realizzazione. L’impatto del piano non si limita alla dimensione economica: ha infatti contribuito ad accelerare i processi amministrativi e a rafforzare la capacità operativa delle imprese e delle stazioni appaltanti.
Lo sguardo del comparto, tuttavia, è già rivolto al futuro. Con l’avvicinarsi della conclusione del PNRR, il tema centrale diventa la continuità degli investimenti. Secondo le stime di Federcostruzioni, tra fondi europei e risorse nazionali circa 120 miliardi di euro saranno disponibili per il settore fino al 2033, una dotazione che potrebbe garantire stabilità e prospettive di sviluppo anche nel periodo successivo al piano.
Un altro elemento destinato a giocare un ruolo crescente è il partenariato pubblico-privato (PPP). Questo modello consente di mobilitare capitali privati per la realizzazione di infrastrutture e servizi pubblici, ampliando la capacità di investimento del Paese. Solo nel 2024 sono stati aggiudicati 62 nuovi progetti in PPP per un valore di circa 11 miliardi di euro, contribuendo a consolidare una collaborazione sempre più strutturata tra settore pubblico e imprese.
In un contesto economico complesso, segnato da transizione energetica, digitalizzazione e nuove esigenze infrastrutturali, il comparto delle costruzioni continua quindi a dimostrarsi uno dei pilastri dell’economia italiana. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la spinta degli investimenti straordinari in una crescita stabile, capace di sostenere occupazione, innovazione e qualità del territorio.





