A Modena il confronto degli ingegneri sulla rigenerazione urbana
Modena ha ospitato il secondo incontro del ciclo “Traiettorie urbane e territoriali”, promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in collaborazione con CeNSU e Ordine degli Ingegneri di Modena, con il patrocinio di UNIMORE, ANCE e della Federazione regionale degli Ordini. Al centro della giornata tre nodi cruciali delle politiche urbane: consumo di suolo, forestazione urbana ed edilizia residenziale pubblica e sociale, mentre procede l’esame parlamentare del disegno di legge nazionale sulla rigenerazione urbana.
Ad aprire i lavori gli interventi delle istituzioni locali e accademiche. Irene Sassetti, Consigliera Tesoriere del CNI e promotrice dell’iniziativa, ha richiamato la natura “sociale” della rigenerazione urbana, che non può limitarsi alla riqualificazione fisica ma deve ricucire relazioni e migliorare la qualità della vita. Il CeNSU ha ricordato il lavoro congiunto con il CNI per proporre emendamenti al ddl.
Il senatore Roberto Rosso, relatore del provvedimento, ha illustrato i pilastri della futura legge quadro: premialità per la demoricostruzione, incentivi fiscali, delocalizzazioni in aree a rischio e un fondo nazionale da 3,4 miliardi in dieci anni.
Nel dibattito istituzionale successivo sono emerse criticità e priorità: ANCE ha evidenziato la complessità normativa e l’aumento dei costi di costruzione; la Regione Emilia Romagna ha richiamato la necessità di valutare gli impatti sociali per evitare espulsioni dai quartieri; i rappresentanti dei Comuni hanno chiesto norme coerenti con le leggi regionali e strumenti adeguati anche per i piccoli centri.
Il pomeriggio si è aperto con un focus su consumo del suolo e forestazione urbana: ISPRA ha presentato il progetto GeoClimate per classificare le città in base alle caratteristiche geologico-climatiche; studiosi e amministrazioni locali hanno proposto esempi concreti da Reggio Emilia, Bologna, Prato e Brescia, ricordando l’urgenza di interventi rapidi per rendere efficace la transizione ecologica.
L’ultimo panel ha affrontato il tema dell’edilizia sociale, in un contesto di fabbisogno stimato in oltre 600.000 abitazioni a prezzi calmierati. CDP ha illustrato i propri programmi per l’housing sociale; Modena e Parma hanno presentato esperienze locali, mentre Acer Modena ha raccontato il concorso di progettazione realizzato a Carpi.
La giornata ha confermato la necessità di una visione integrata, capace di unire tecnica, ambiente e coesione sociale nella trasformazione delle città italiane





