C’è un gap digitale da colmare per le PA del Mezzogiorno


Uno studio della Banca d’Italia fa il punto sulla digitalizzazione del paese, partendo dal pubblico, con grande disequilibrio nel Mezzogiorno

Il titolo è “L’informatizzazione nelle Amministrazioni locali”, si tratta di un’indagine della Banca d’Italia giunta alla settima edizione e la sua lettura spiega davvero tante cose, spesso non positive, del processo di digitalizzazione dell’apparato pubblico del Paese con una sua parte, il Mezzogiorno, che si trova nella scomoda posizione dell’inseguitore.

Per capire di cosa stiamo parlando è sufficiente un capoverso dell’introduzione: “In generale, i dati rilevati dall’indagine indicano che, nonostante i progressi conseguiti, il percorso verso il modello di crescita del Paese attraverso l’economia digitale disegnato dalla Commissione europea è ancora in buona parte da realizzare. Rispetto alla precedente rilevazione gli enti continuano a presentare livelli d’informatizzazione più elevati nelle aree di attività legate alla contabilità e, più in generale, all’autoamministrazione, e più bassi nelle attività che sono maggiormente legate ai servizi erogati all’utenza che potrebbero trarre benefici maggiori dall’uso delle ICT (acronimo di Information and Communication Technologies, ndr)”.

L’indagine della Banca d’Italia parte dall’analisi delle motivazioni e degli ostacoli percepiti dagli enti nell’adozione di nuove tecnologie. I dati mostrano che sono due i fattori che spingono le amministrazioni locali italiane ad adottare le nuove tecnologie informatiche, e cioè la volontà di migliorare i servizi offerti all’utenza (indicata dall’86% degli enti) e la necessità di adempiere alle disposizioni normative (56% degli enti). I fattori di ostacolo sono invece costituiti dalla limitatezza delle risorse finanziarie a disposizione (65% degli enti) e da carenze di professionalità del personale (58% degli enti).

Ed è proprio quello dei servizi erogati agli utenti il nodo nel quale emergono le differenze più rilevanti fra i vari contesti territoriali. Lo testimoniano, ad esempio, i numeri relativi all’adozione dello SPID (acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale): se il 38% degli enti locali del Nord-Est permettono l’accesso ai servizi con SPID, questa percentuale cala drasticamente nel Mezzogiorno, soltanto il 19%. Ed ancora, secondo lo studio il 53% degli enti locali italiani presenta un sito internet esclusivamente informativo e non abilitato al dialogo con l’utenza, una percentuale che però sale al 67% nel caso degli enti del Mezzogiorno. La tendenza non cambia se si vanno a guardare le transazioni digitali: la media nazionale dice che il 30% degli enti consente il pagamento online tramite il proprio sito, una percentuale bassa che diventa ancor più minimale se si guarda al 13% del Mezzogiorno.

Altro capitolo dolente sotto il profilo territoriale è quello relativo al capitale umano a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, la cui formazione e aggiornamento è ovviamente uno dei fattori indispensabili nel processo di digitalizzazione dei servizi. Ebbene, in Italia il 59 per cento degli enti locali segnala una carenza di personale con adeguata formazione. Ma anche in questo caso l’ostacolo è percepito maggiormente tra gli enti del Sud e delle Isole (67%) rispetto a quelli del Settentrione (58%). Numeri che trovano riscontro andando a guardare la situazione nelle attività formative: il 27% delle PA situate nel Sud e Isole non ha erogato attività di formazione, mentre il valore scende al 16% per gli enti del Nord-Est e al 15% per cento per quelli del Centro. Una differenza che però diventa maggiore restringendo l’analisi alla formazione prettamente digitale con il Mezzogiorno in pesante ritardo.

Infine, i dati relativi alla tipologia dell’infrastruttura di rete ed i relativi limiti. Un fattore tecnologico che determina anch’esso importanti differenze a seconda delle latitudini. In particolare, l’infrastruttura di rete carente viene indicata come un ostacolo all’informatizzazione dal 18 per cento delle PA italiane. Però guardando al Sud e alle Isole la percentuale sale fino al 25% mentre questo fattore viene indicato come un ostacolo all’informatizzazione soltanto dal 14% degli enti del Nord-Ovest e appena il 9% di quelli del Nord-Est.