E-mobility: cresce in Europa, ma sono poche le infrastrutture


Un mercato in continua crescita, anche in tempi di crisi. Non di pari passo, però, aumentano i punti di ricarica. L’allarme di ACEA

Se lo scorso anno le vendite di auto nuove sono diminuite in maniera costante in tuta l’Unione Europea a causa della carenza di microchip, Acea, associazione europea dei costruttori automobilistici, nell’ottica di una previsione di stabilizzazione delle forniture dei chip in quest’anno, ha previsto che le immatricolazioni cresceranno di quasi l’8%, fino a raggiungere i 10,5 milioni di vetture totali.

Valori però del 20% sotto i livelli di vendita datati 2019, prima della pandemia e quindi della crisi.
Stando poi all’European Chips Act, ACEA esorterà l’UE a ridurre la dipendenza dai fornitori esteri per evitare danni alle industrie europee.
E le auto a ricarica elettrica? Hanno continuato a guadagnare quote di mercato nel 2021, con 1 auto su 5 vendute in Unione Europea che è appunto elettrica.

Sul tema è recentemente intervenuto Oliver Zipse, presidente e CEO di ACEA (BMW Group):

“Le ottime prestazioni delle auto a ricarica elettrica rappresentano una notizia molto gradita. Tuttavia, non possiamo dimenticare che questo è ancora un mercato piuttosto fragile, che dipende fortemente da misure di sostegno come incentivi all’acquisto e, soprattutto, dalla diffusa disponibilità di infrastrutture di ricarica”.

La velocità di implementazione delle infrastrutture è ad oggi in ritardo rispetto alla domanda dei consumatori di auto a ricarica elettrica. Inoltre, dal 2017, le vendite di auto elettriche aumentate 4 volte più velocemente rispetto all’incremento di punti di ricarica.

“Le vendite di auto elettriche sono aumentate di oltre 10 volte tra il 2017 e il 2021, mentre il numero di caricatori pubblici nell’UE è cresciuto di meno di 2,5 volte nello stesso periodo. Se questa situazione non verrà affrontata con urgenza introducendo obiettivi ambiziosi per tutti gli Stati membri dell’UE, incontreremo molto presto un ostacolo”.

Un allarme direttamente dai costruttori di auto, mentre il Parlamento europeo e i governi nazionali sono in via di discussione in tema del regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), con ACEA che esorta a rafforzare la proposta AFIR, con l’obiettivo di garantire proprio che l’Europa costruisca una rete sufficientemente densa di infrastrutture di ricarica e rifornimento.