Fibra Ftth, il volano digitale che spinge crescita, sostenibilità e inclusione

5 Maggio 2026 Ilaria Rebecchi


La fibra ottica FTTH non è solo un potenziamento tecnologico della rete: per l’Italia sta diventando un vero motore di crescita economica, produttiva e ambientale, essenziale per affrontare le sfide dell’era digitale. È quanto emerge dalla recente ricerca “Fiber for Human Value”, presentata all’evento “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso” presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, che ha visto la partecipazione di istituzioni, mondo accademico e imprese del settore.

Secondo lo studio economico curato da Deloitte Economics, l’adozione diffusa della fibra Ftth genera un impatto positivo concreto sull’economia italiana: per ogni euro investito in banda ultralarga si producono 4,4 euro di PIL, con la creazione di valore aggiunto stimato in oltre 16 miliardi di euro nelle cosiddette aree bianche (zone meno servite dal mercato) e più di 250mila posti di lavoro, tra diretti e indiretti. A questi si aggiungono oltre 5,3 miliardi di euro e circa 90mila occupati legati esclusivamente alla realizzazione delle infrastrutture, con un contributo fiscale di oltre 2,5 miliardi di euro per le casse dello Stato.

Oltre all’effetto economico, la fibra Ftth porta vantaggi ambientali significativi: uno studio del Politecnico di Torino quantifica infatti una riduzione dei consumi energetici dell’86% rispetto al mantenimento delle reti in rame, con benefici paragonabili alle emissioni evitate di circa 80mila veicoli all’anno o al consumo energetico di 30mila abitazioni. Ridurre il costo energetico delle infrastrutture digitali non è solo un vantaggio ambientale, ma anche un elemento di sostenibilità per la competitività delle imprese italiane.

Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Trasformazione Digitale, Alessio Butti, il Paese ha compiuto progressi importanti: la copertura Ftth raggiunge quasi il 78% delle famiglie italiane, ovvero circa 18,4 milioni di nuclei familiari, un livello che pone l’Italia su un percorso di miglioramento nelle classifiche europee. Allo stesso tempo, però, la sfida principale resta l’adozione: l’adozione dei servizi in fibra – il take-up – continua a essere ostacolata da barriere culturali e da un deficit di competenze digitali, che secondo gli ultimi dati bloccherebbero ancora l’effettivo sfruttamento del potenziale dell’infrastruttura.

Per questo, spiegano gli esperti, la priorità non è solo completare la rete, ma accompagnare il cambiamento con alfabetizzazione digitale, incentivi all’adozione dei servizi digitali avanzati e strategie di valorizzazione delle reti come piattaforme per servizi pubblici e privati innovativi. Una sfida che, se vinta, può contribuire non solo a modernizzare l’Italia, ma a rendere il Paese più inclusivo, competitivo e sostenibile nel lungo periodo.

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.