Il rapporto tra sostenibilità, edilizia e Real Estate
Albini (Generali): “La normativa europea sottolinea l’importanza del Real Estate nel direzionamento del mercato”
Ingegnere Edile con più di 25 anni di esperienza nel settore delle costruzioni in particolare nella gestione e controllo dei processi di Qualità e Sostenibilità ambientale, Roberta Albini è Head of Sustainability per la Southern Europe Region, e responsabile Sustainability del Property Service in Generali Real Estate.
Nel 2012 entra in CityLife, controllata dal Gruppo Generali, come responsabile del controllo processi di qualità e sostenibilità per la realizzazione delle tre torri e dello Shopping District e di recente ha gestito l’attività di BIM management nel corso della progettazione dell’edificio CityWave ora in costruzione. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di Responsabile Qualità e Responsabile Ufficio Tecnico in Marcora Costruzioni, dopo alcuni anni di attività nel campo della progettazione.
Si parla di transizione digitale e green del nostro Paese, ed in particolare nell’ambito del settore delle costruzioni: qual è il suo punto di osservazione e a che punto siamo, in Italia?
La lentezza nel recepimento delle novità nel settore delle costruzioni in Italia è un fenomeno ben noto e particolarmente rilevante per quanto riguarda la transizione green e digitale.
Un esempio significativo è la difficoltà nell’attuazione dell’obbligo dell’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) per tutte le opere pubbliche con un importo superiore a 1 milione di euro, previsto a partire dal 1° gennaio 2025 dal nuovo Codice degli Appalti. Questa resistenza al cambiamento rappresenta un ostacolo significativo di fronte all’opportunità di miglioramento che questa metodologia può offrire sia da un punto di vista di efficienza di processo che di integrazione della sostenibilità in tutte le fasi del ciclo di vita dell’edificio. Certamente è innegabile che l’implementazione di queste nuove metodologie richiede una transizione significativa, e pertanto non senza complicazioni, di tutta la filiera, dagli studi di progettazione alle imprese e agli enti gestori.
Anche nel settore privato, sebbene la metodologia BIM sia ampiamente utilizzata nella fase di progettazione, non si è ancora arrivati alla consapevolezza che l’utilizzo di nuove metodologie digitali può costituire un grande vantaggio anche in fasi successive, soprattutto nella fase di gestione e manutenzione, dove il BIM può fornire informazioni sempre aggiornate sullo stato dell’edificio, migliorando le prestazioni e riducendo i costi complessivi di manutenzione ed energetici. È chiaro quindi come l’adozione più ampia di questa metodologia possa portare ad importanti miglioramenti anche in materia di sostenibilità.
La resistenza al cambiamento può essere superata solo di fronte all’evidenza del vantaggio economico e di efficienza dei processi, sbloccando così gli investimenti in nuove tecnologie che, oltre a ridurre i costi, forniscono strumenti efficaci per la transizione green del settore.
L’ambito del Real Estate, in particolare, quale ruolo svolge e che peculiarità e prerogative ha?
Si tratta di un settore fortemente influenzato dal recepimento della normativa europea per la sostenibilità, che mira a orientare i flussi monetari verso attività economiche che rispettino criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Pertanto, questa normativa fa leva sul ruolo degli investitori per creare un’offerta sul mercato che privilegi gli investimenti sostenibili nel settore del Real Estate.
Un esempio di questa normativa, particolarmente significativo per il settore, è la tassonomia europea, che stabilisce un quadro di classificazione per le attività economiche sostenibili. In particolare, la tassonomia europea guida gli investitori verso progetti che contribuiscono positivamente agli obiettivi ambientali, come la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’uso sostenibile delle risorse idriche e marine, la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, e la protezione della biodiversità.
Inoltre, la normativa europea promuove la digitalizzazione nel settore immobiliare come strumento per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Infatti, come già evidenziato, la digitalizzazione può migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare la gestione degli edifici e ridurre l’impatto ambientale complessivo del settore attraverso, ad esempio, l’uso di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’automazione. Queste tecnologie possono contribuire a creare edifici intelligenti che si adattano dinamicamente alle esigenze degli utenti e contemporaneamente migliorano le prestazioni ambientali.
Pertanto, ponendo l’accento sulla centralità di investimenti e operazioni economiche in linea con criteri ESG per la transizione green, la normativa europea ribadisce e consolida l’importanza del ruolo del settore Real Estate nel direzionamento del mercato.
Curando l’ambito ESG, quali sono le sfide che si dovranno affrontare nel prossimo futuro e perché?
In un’ottica rivolta al futuro, una delle maggiori sfide in tema ESG è sicuramente quella di definire una strategia che permetta di raggiungere con successo gli obiettivi di sostenibilità compatibilmente alla capacità di investimento economico. Non potendo ristrutturare completamente tutti gli edifici, è necessario scegliere in modo strategico interventi di efficientamento e sostenibilità mirati che garantiscano un rapido ritorno sull’investimento e parallelamente abbiano un impatto significativo sui temi di sostenibilità. §Per esempio, tra i vari interventi testati da Generali Real Estate negli ultimi anni su edifici esistenti ad uso terziario, l’applicazione di tecnologie di automazione e di energy management ha dato ottimi esiti sotto entrambi i punti di vista. Infatti, abbiamo ottenuto risultati significativi di efficientamento energetico pari al 20-30% di risparmi utilizzando piattaforme di Energy Management sia collegate a BMS che indipendenti, con sensoristica installata ad hoc. Il funzionamento si è rivelato efficace in quanto supervisionato da Energy Manager in stretta collaborazione con i manutentori che hanno gestito l’automazione tenendo conto delle diverse caratteristiche e necessità peculiari degli edifici e degli inquilini.
La nostra esperienza dimostra che soluzioni di automazione adattabili possono soddisfare le diverse esigenze degli inquilini, garantendo efficienza energetica e promuovendo l’adozione graduale di ulteriori applicazioni per edifici intelligenti sia in ottica di sostenibilità ambientale che di miglioramento dei servizi.





