Italia 1 Giga: via libera al Fondo Nazionale Connettività per colmare il digital divide

3 Marzo 2026 Ilaria Rebecchi


Il Piano Italia 1 Giga, uno degli assi strategici del PNRR per portare connettività ultravelce in tutto il Paese, riceve un nuovo impulso con la definizione del Fondo Nazionale Connettività.

L’accordo attuativo è stato siglato tra il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Invitalia, che assume il ruolo di soggetto attuatore per la gestione dei fondi stanziati — circa 733 milioni di euro affidati tramite strumento finanziario di tipo “facility” per sostenere investimenti privati nelle reti a banda ultralarga.

L’obiettivo principale è completare il piano ultrabroadband focalizzato sulle aree grigie — quelle zone in cui la copertura a velocità gigabit (≥1 Gbit/s in download e ≥200 Mbit/s in upload) non è garantita né prevista nel breve periodo — entro il 2030. Secondo le ultime stime, circa 1,8 milioni di civici in Italia risultano ancora privi di un servizio che soddisfi questi standard di connettività, evidenziando la necessità di un approccio mirato e integrato.

L’accordo conferma l’intenzione di destinare risorse non solo per completare le coperture già programmate nei bandi del Piano Italia 1 Giga, ma anche per attivare nuovi interventi in grado di stimolare la partecipazione degli operatori privati, con un contributo pubblico proporzionale agli investimenti e un cofinanziamento minimo richiesto.

Un elemento di dibattito centrale riguarda le modalità di assegnazione delle risorse: l’AIIP (Associazione degli Investitori in Infrastrutture in PPP) ha espresso la propria richiesta di bandi regionali con un tetto massimo di assegnazione per singolo operatore, al fine di evitare concentrazioni di potere e favorire la concorrenza locale. Secondo l’associazione, la suddivisione in lotti più piccoli su base provinciale e limiti di massimale potrebbero favorire l’ingresso di operatori di medie e piccole dimensioni, incentivare la competizione e rendere più efficiente la realizzazione delle opere, soprattutto in contesti dove infrastrutture e forcelle aeree sono soggetti a dinamiche di mercato complesse.

La proposta di AIIP punta anche a migliorare l’accesso alle infrastrutture passive (come pali e canalizzazioni), spesso controllate da pochi grandi operatori, così da ridurre barriere all’ingresso e accelerare l’attivazione delle reti.

In prospettiva, questa evoluzione del quadro nazionale potrebbe rappresentare un’occasione per rendere il piano più efficace e sostenibile, cercando un equilibrio tra velocità di esecuzione e apertura competitiva. Mentre Invitalia e il Dipartimento si preparano a lanciare le prime consultazioni operative e i bandi, resta da monitorare l’impatto concreto di queste scelte sulla riduzione del digital divide e sulla promozione di una connettività realmente capillare nel Paese

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.