L’Architettura del futuro tra intelligenza e adattamento
L’architettura contemporanea si trova di fronte a sfide epocali, con la crisi climatica in primo piano. In questo contesto, la Biennale Architettura 2025, curata da Carlo Ratti, sa porsi come faro di nuove prospettive, invitando a un radicale cambio di paradigma: dalla mitigazione all’adattamento. Parallelamente, il settore dell’edilizia sta vivendo una trasformazione profonda grazie all’avanzamento degli edifici intelligenti, che rappresentano una risposta concreta e tecnologicamente avanzata alle esigenze di un mondo in continua evoluzione.
“Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.”
La 19ª Mostra Internazionale di Architettura, in corso a Venezia fino al 23 novembre prossimi, si intitola eloquentemente “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.”.
Carlo Ratti, rinomato architetto e urbanista, ha posto al centro della sua curatela la necessità di ripensare l’ambiente costruito, non più solo per ridurre l’impatto sul clima (mitigazione), ma soprattutto per adattarsi a un mondo profondamente mutato. Questa visione audace suggerisce che l’architettura debba avvalersi di diverse forme di intelligenza – quella intrinseca all’uomo, quella sviluppata attraverso la tecnologia e quella che emerge dalla collaborazione tra individui e sistemi – per affrontare le emergenze globali. L’obiettivo è guidare il processo con ottimismo, coinvolgendo più generazioni e discipline, per creare soluzioni flessibili e dinamiche, proprio come il pianeta per cui si progetta.
Gli edifici intelligenti: la manifestazione pratica dell’intelligenza applicata
In questo scenario di trasformazione, gli edifici intelligenti emergono come la concretizzazione pratica dei principi di intelligenza e adattamento. Questi edifici sono sistemi integrati che combinano tecnologie digitali avanzate con sistemi automatizzati per gestire in maniera efficiente energia, sicurezza, comfort e manutenzione. Non sono più una visione futuristica, ma una realtà in rapida diffusione, con il mercato italiano degli smart building che si stima ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro nel 2024, a testimonianza della loro crescente rilevanza.
L’intelligenza al servizio dell’architettura del futuro
La visione di Carlo Ratti per la Biennale Architettura e la realtà degli edifici intelligenti si intersecano in modo significativo. L’intelligenza “naturale” degli architetti e degli utenti si unisce a quella “artificiale” fornita da sensori, IoT e AI per creare ambienti capaci di apprendere, adattarsi e rispondere alle esigenze. L’intelligenza “collettiva”, infine, si manifesta nella collaborazione multidisciplinare necessaria per la progettazione e la gestione di questi sistemi complessi, e nella capacità degli edifici di servire una comunità in modo più efficiente e sostenibile.
Che si tratti di abitazioni private, uffici, centri commerciali, ospedali o strutture pubbliche, gli smart building non sono semplici contenitori, ma piattaforme vive che interagiscono con l’ambiente e con le persone. Essi rappresentano una delle risposte più concrete e promettenti alla chiamata all’adattamento che risuona dalla Biennale di Architettura, contribuendo a plasmare città e spazi abitativi più resilienti, efficienti e vivibili per tutti.





