Scuole e digitalizzazione, la lezione che arriva dalla Cina


Il gigante asiatico ha raggiunto la piena copertura Internet delle scuole primarie e secondarie. In Italia si cerca di accelerare con il Recovery Plan.

La notizia non è di quelle banali, come sempre succede quando la Cina, quasi un miliardo e mezzo di abitanti, annuncia di aver raggiunto un obiettivo che riguarda la totalità dei soggetti interessati. Tanto più che la platea in questione è di vitale interesse: gli studenti delle scuole primarie e secondarie che possono adesso beneficiare della copertura Internet in ciascuna delle innumerevoli aule presenti nel Paese. Ad attestare il raggiungimento del traguardo è il rapporto sullo sviluppo della Cina digitale reso noto pochi giorni fa Sheng Ronghua, vice capo della Cyberspace Administration of China nel corso del quarto Digital China Summit.

L’Italia, purtroppo, è ancora lontana da questo traguardo, anche se con le risorse che arriveranno grazie al Recovery Plan – il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza appena sottoposto all’attenzione dell’Unione europea – sarà possibile accelerare anche sul fronte della digitalizzazione scolastica. Un Piano, peraltro, che contiene una premessa assai poco incoraggiante: “L’Italia si posiziona oggi al 25° posto in Europa come livello di digitalizzazione (DESI 2020), a causa di vari fattori che includono sia la limitata diffusione di competenze digitali, sia la bassa adozione di tecnologie avanzate, ad esempio le tecnologie cloud”.

In particolare, l’argomento della digitalizzazione scolastica viene affrontato dal Recovery Plan nel capitolo “Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori”. Al suo interno si parla di un intervento che “mira alla trasformazione degli spazi scolastici affinché diventino connected learning environments adattabili, flessibili e digitali, con laboratori tecnologicamente avanzati e un processo di apprendimento orientato al lavoro”. Da qui la previsione di quattro iniziative per perseguire l’accelerazione della transizione digitale del sistema scolastico italiano: 1) Trasformazione di circa 100.000 classi tradizionali in connected learning environments, con l’introduzione di dispositivi didattici connessi; 2) Creazione di laboratori per le professioni digitali nel II ciclo; 3) Digitalizzazione delle amministrazioni scolastiche; 4) Cablaggio interno di circa 40.000 edifici scolastici e relativi dispositivi. Una serie di interventi la cui esecuzione sarà interamente a carico del Ministero dell’Istruzione.

Tornando alla Cina, il citato rapporto evidenzia come nel 2016 la copertura di Internet negli istituti primari e secondari (scuole elementari e medie) era invece del 79,4%, mentre sale addirittura al 98,35% la percentuale delle scuole che sono state dotate di aule multimediali. Ma ad impressionare, oltre al risultato scolastico, sono anche molti altri numeri relativi all’evoluzione digitale del Paese. Infatti, dopo aver sottolineato che l’istruzione online e l’e-commerce hanno aiutato il Paese nella lotta contro la povertà, Sheng Ronghua ha aggiunto che il valore delle vendite al dettaglio nelle zone rurali della Cina è cresciuto di quasi dieci volte, passando da 180 miliardi di yuan (27,7 miliardi di dollari) nel 2014 a quasi 1,8 trilioni di yuan nel 2020. Ed ancora, il numero totale di utenti Internet in Cina ha raggiunto quota 989 milioni alla fine del 2020, con un indice di penetrazione del 70,4%. Infine, secondo il rapporto durante il periodo del 13° Piano Quinquennale (2016-2020) sono state realizzate in tutto 718.000 stazioni base con tecnologia 5G.