Tra Real Estate e Transizione Green: il caso virtuoso di una professione che unisce immobiliare e sostenibilità
È l’Agente Immobiliare Sostenibile: l’intervista a Sandro Marcucci
Nel contesto del Real Estate, negli ultimi anni in continua trasformazione a causa delle modifiche agli standard edilizi che la transizione digitale e green del nostro paese impone, esiste una professione che ha come valori la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
È l’Agente Immobiliare Sostenibile, un professionista dell’intermediazione immobiliare che include nella sua formazione anche peculiarità tipiche e certificate nell’ambito della sostenibilità, come ci racconta il fondatore, Sandro Marcucci.
Chi è l’Agente Immobiliare Sostenibile e come nasce?
L’Agente Immobiliare Sostenibile è un professionista dell’intermediazione immobiliare più evoluto. Si tratta di un Agente Immobiliare regolarmente abilitato che abbina la formazione classica di settore con una formazione dedicata alla Sostenibilità Ambientale, Economica e Sociale. Come le grandi Aziende formano i loro manager sulle tematiche ESG, L’A.I.S. diventa un Manager dell’intermediazione immobiliare che assume consapevolezza, adotta nuovi VALORI ed intraprende un percorso formativo specifico, per rendere le tematiche ESG organiche nel proprio lavoro.
Il nostro obiettivo è quello di rivalutare la reputazione della nostra categoria professionale mediante questa evoluzione, oltre a creare ed offrire nuovi servizi ai nostri clienti.
Quali sono le peculiarità del progetto e le sfide che vi trovate ad affrontare?
Si tratta di un progetto innovativo: certamente in Italia non esiste nulla del genere e credo anche all’estero. Il progetto è appena nato, ed ha due “binari”, uno no profit “Associazione Rete Agenti Immobiliari Sostenibili” ed uno profit rappresentato dal Brand “Agente immobiliare Sostenibile“. Come per tutte le innovazioni, uscire fuori dagli schemi significa faticare a farsi comprendere. Abbiamo iniziato la fase di testing, ed i feedback dei colleghi sono, mediamente, molto positivi.
Guardando al contesto italiano: quali sono le peculiarità del settore immobiliare e del real estate e le difficoltà che si riscontrano in tema di transizione digitale e green dell’edilizia?
In Italia il patrimonio immobiliare è caratterizzato prevalentemente da immobili nei centri storici, oppure edificati nel famoso periodo del “Miracolo Italiano” anni ’50-70. Ci troviamo quindi di fronte ad immobili che rispecchiano le tecniche costruttive dei tempi, molto spesso caratterizzati da prestazioni energetiche ai minimi livelli. I problemi attuali, a mio avviso, sono due, il primo è fisico e riguarda le caratteristiche dei nostri immobili sopra citate, il secondo è di competenze e di consapevolezza, in primis negli addetti al settore.
Lo spettro normativo: cosa funziona e cosa no, dal vs punto di osservazione?
Lo spettro normativo è attualmente in una fase di incoerenza, tra legislazione sovranazionale e nazionale. Se è vero che da un lato l’Europa con la famosa “Direttiva Europea Case Green” ha dato un chiaro indirizzo agli stati membri (se pur con tutte le criticità di applicabilità pratica nel nostro paese), il nostro legislatore ha recentemente modificato in modo restrittivo le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici (e non solo). A mio avviso la strada resta comunque tracciata, non credo che potremo più tornare indietro verso la noncuranza delle prestazioni dei nostri immobili, il futuro è senza dubbio nell’efficientamento sempre maggiore, anche grazie alla tecnologia che sta facendo passi da gigante. Dovremo vedere, nel breve-medio periodo se l’orientamento del legislatore sarà “coercitivo” (e saranno guai) oppure “incentivante”, con la possibilità di riqualificare gli immobili, in base alle specifiche caratteristiche, mediante agevolazioni fiscali ed economiche.
Qual è, in sintesi, il rapporto tra real estate e transizione green dell’edilizia?
Il settore del Real Estate è sempre più orientato, per fortuna, verso le tematiche del rispetto dell’ambiente e della riduzione dell’impatto relativo a tutta la filiera produttiva immobiliare. Vediamo sempre più aziende del settore che propongono beni e servizi eco-sostenibili, magari diventano Società Benefit e dimostrano il loro impegno nel miglioramento del loro impatto sull’ambiente ma non solo, anche sulla società (sulla parità di genere, condizioni di lavoro dignitose, zero discriminazione) e verso un’economia più equa e solidale, attraverso la produzione del “Bilancio di Sostenibilità”.
Noi abbiamo scelto di fare la nostra parte, adottare i valori della sostenibilità, sensibilizzare ed incentivare tutti gli operatori del settore e i clienti verso la consapevolezza e verso azioni concrete per dare quotidianamente il proprio piccolo contributo alla creazione di un mondo migliore.
Leggi sul N. 15 del magazine Smart Building Italia a pag. 34





