BUL: +100 mega per il 65% delle connessioni


Crescono gli accessi alla banda ultralarga in Italia: i dati dell’osservatorio Agcom del primo semestre 2022

I dati sono chiari: durante il primo semestre del 2022 sono aumentati gli accessi in fiber to the home tanto da arrivare a quota + 3 milioni. Una crescita di 780mila unità dallo scorso anno.
Questi i dati principali diramati dall’Osservatorio Agcom sulle comunicazioni che hanno delineato anche una crescita, più contenuta, delle linee Fixed Wireless Access che, con circa + 100 mila unità nell’anno, e superati i 1,7 milioni.

Il settore vede i ricavi da inizio anno pari a circa 12,4 miliardi di euro, in calo del 4,4% rispetto al primo semestre 2021. Mentre gli investimenti risultano stabili (2,9 miliardi), e il margine lordo segna un arretramento di quasi 0,6 miliardi, fino al 33,5% dei ricavi.
Nella rete fissa gli accessi complessivi vedono una decrescita rispetto al trimestre precedente e su base annuale, sistemandosi intorno ai 20 milioni di linee.
E le linee in rame? Risultano ridotte di oltre 1,4 milioni (8,6 milioni dal 2018), mentre quelle che utilizzano altre tecnologie sono aumentate di circa 570 mila unità, 1,4 milioni rispetto a giugno 2021: se a giugno 2018 il 65% degli accessi alla rete fissa era in rame oggi siamo al 24,1%.
Linee broadband fisse a 18,6 milioni, + 140 mila unità rispetto all’anno precedente e Agcom dichiara:

Le dinamiche determinano un notevole aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata. Le linee con velocità pari o superiori ai 30 Mbit/s sono non lontane dall’80% delle complessive linee broadband, mentre il peso di quelle con prestazioni superiori ai 100 Mbit/s è salito, dal 25,6% del giugno 2018, al 65,2% del giugno 2022.

Dati e Mobile

Cresce il traffico dati, con un giornaliero aumentato del 5,1% rispetto al corrispondente valore del 2021 e dati unitari di consumo in aumento valutabile nel 3,6% rispetto al 2021. Per gli accessi broadband e ultrabroadband a fine giugno si confermava Tim come maggiore operatore con il 40,6%, seguito da Vodafone al 16,8%.
Per ciò che concerne la rete mobile, a giugno 2022 le sim attive erano complessivamente 107 milioni (+1,8 milioni su base annua): le linee Human sono rappresentate per l’86,8% dall’utenza residenziale, mentre alla tipologia di contratto, nell’89% dei casi è riferito alla categoria “prepagata”. Anche qui Tim è leader con il 28,4%, seguito da Vodafone (28,1%) e Wind Tre (24,2%).

L’online e le poste

Per le piattaforme online a inizio estate scorsa circa 43,8 milioni di utenti unici avevano navigato in rete in media per un totale di 65 ore di navigazione. In testa players quali Alphabet/Google, Meta/Facebook e Amazon, seguiti da gruppi come Ciaopeople, Rcs Mediagroup, Mediaset, Italia Online, Gedi.
Nel settore postale aumento dell’1,1%, con i servizi di consegna pacchi che hanno registrato un incremento dell’1,9%, e i servizi di corrispondenza in flessione dell’1,6%. Nei primi sei mesi del 2022 i pacchi complessivamente consegnati sono stati 461 milioni (-2,4% rispetto al 2021) di cui l’87,0% con scambi nazionali.

La TV e i media

Ascolti nel “giorno medio” registrati nel mese di giugno 2022 (7,39 milioni) ridotti di 0,81 milioni (-9,8%) rispetto al 2021 e fascia oraria “prime time” (16,76 milioni lo scorso giugno) in flessione di 2,74 milioni rispetto al giugno 2021.
Nei primi sei mesi dell’anno la Rai guida la classifica con 3,43 milioni di telespettatori (38,6% di share) seguita da Mediaset con 3,32 milioni (37,4%) e medesimi risultati anche su scala “prime time”.
In flessione, nel “giorno medio” e nel “prime time”, gli spettatori Discovery, Comcast/Sky e La7.

Nell’editoria quotidiana, si conferma l’andamento negativo dei precedenti anni con,, giornalmente, vendute 1,57 milioni di copie, in flessione del 9,2% rispetto al corrispondente valore 2021 e del 32,2% rispetto ai corrispondenti livelli di vendita del 2018. I quotidiani venduti in formato digitale non hanno registrato variazioni di particolare rilievo (circa 210 mila copie giornaliere nel 2022), con riduzione contenuta su base annua (-5,3%) e in crescita (+12,6%) rispetto al corrispondente valore del 2018.