Contributi a fondo perduto per imprese e professionisti

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Contributi a fondo perduto per imprese e aziende: ecco la misura introdotta dal Decreto Rilancio per la Fase 2. Come funziona e a chi spetta?

Con l’articolo 28 del Dl Rilancio si spiega la nuova agevolazione dedicata ad imprese e professionisti, con contributo a fondo perduto. Per il già trascorso mese di aprile è previsto il rinnovo automatico del bonus 600 € Inps per gli iscritti alla gestione separata, ad esempio, per maggio le novità più importanti stanno proprio nella formula del contributo a fondo perduto che erogherà l’Agenzia dell’Entrate.
Questa nuova agevolazione spetta a tutti i soggetti che conseguono reddito di impresa (individuali, società di persone, società di capitali, ma anche enti non commerciali, nell’ambito delle eventuali attività commerciali svolte), ai professionisti titolari di partita IVA (salve le eccezioni esplicate di seguito) e i soggetti titolari di reddito agrario con partita IVA.
Esclusi, invece, i soggetti la cui attività risulti cessata al 31 marzo 2020; gli enti pubblici; gli intermediari finanziari e le società di partecipazioni; i professionisti iscritti alla gestione separata; i lavoratori dello spettacolo e i soggetti che hanno diritto al reddito di ultima istanza (art. 44 del DL 18/2020), inclusi i professionisti iscritti alle casse di previdenza di diritto privato (ordini professionali).

Nei commi 3 e 4 vengono spiegate nel dettaglio le condizioni per l’ammissione al contributo, ovvero che ricavi (o compensi) siano stati non superiori a 5.000.000 di euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto (il 2019 per quelli con periodo coincidente all’anno solare) e che la somma del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi di quello di aprile 2019 (oppure che l’attività sia iniziata a partire dal 1° gennaio 2019, nel qual caso il contributo spetta comunque, almeno nella misura minima).

Contributo a fondo perduto: i dettagli e le cifre

Il fondo perduto per imprese e professionisti è determinato sulla base della differenza tra l’ammontare di fatturato e corrispettivi di aprile 2020 rispetto a quelli di aprile 2019. A seconda del livello di ricavi e compensi nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto, si determina applicando a tale differenza la percentuale del 20% per soggetti con ricavi e compensi (conseguiti nel 2019 per soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) non superiori a 400.000 euro; del 15% per soggetti con ricavi superiori a 400.000 euro e non superiori ad euro 1.000.000; oppure del 10% per soggetti con ricavi superiori ad euro 1.000.000 e non superiori ad euro 5.000.000.
Di diritto, in ogni caso, un importo minimo di 1.000 € per le persone fisiche e 2.000 € per le persone giuridiche.

Decreto Rilancio fondo perduto: ecco come ottenerlo

Il contributo può essere richiesto esclusivamente mediante istanza telematica all’Agenzia delle Entrate, e listanza può anche essere presentata, per conto dell’interessato, da un intermediario fiscale purché precedentemente delegato ai servizi di cassetto fiscale o fatturazione elettronica. Sarà la stessa Agenzia, sulla base delle istanze presentate, ad accreditare direttamente su c/c bancario o postale il contributo spettante. L’istanza, oltre all’indicazione della sussistenza dei requisiti, richiede di autocertificare il rispetto della normativa antimafia.