Il cinema e la televisione si lanciano nello standard 4K


Portato da Rai e Open Fiber sulla fibra ottica, ha un futuro il 4K, standard per la risoluzione di Tv digitale, cinema digitale e computer grafica. Fra la miriade di acronimi che continuano a spuntare in un mondo digitale sempre più grande e diversificato, le quotazioni dello standard 4K crescono in ogni ambito, grazie a una risoluzione orizzontale attorno ai quattromila pixel, al “top” delle possibilità attuali. Il risultato è una qualità di visione che ha spinto Rai e Open Fiber, società di telecomunicazioni controllata da Enel, a siglare un memorandum d’intesa finalizzato a sperimentazioni in Ultra HD da diffondere sulle reti in fibra ottica gestite dalla stessa Open Fiber.

È una sinergia che arricchisce l’offerta Rai in termini di qualità, consentendo una sua penetrazione anche nell’infrastruttura realizzata da Open Fiber in quasi ottomila comuni italiani. Significativa la durata di questa prima intesa siglata da Rai e Open Fiber: ventiquattro mesi, in modo da arrivare al 2020, anno in cui si prevede che solo in Italia il traffico internet sarà generato per l’80% da supporti video. Un trend, questo del 4K, che trova sponda anche in altri settori. Il cinema per esempio, sempre più orientato verso la sua dimensione “home”, di evento privato. In tal senso si spiega l’iniziativa assunta da una major come la 20th Century Fox che, per celebrare i 40 anni di “Alien”, classico della fantascienza firmato nel 1979 dal regista inglese Ridley Scott, lancia una versione home-video della pellicola restaurata in 4K Ultra HD, al prezzo promozionale di 14,96$ sui circuiti Walmart (catena di negozi americani) e online via Amazon.

Le opportunità del 4K sono colte anche dal settore audio-video, nel quale colossi come Canon mobilitano fotografi-testimonial come Paul Atkinson e l’inglese David Newton per dichiarare sul proprio sito tutte le virtù del nuovo standard, sia in fase di scatti e riprese video, che durante la post-produzione.

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