Non c’è solo il 5G, arriva anche il Wi-Fi 6

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Come l’ultimo protocollo di trasmissione dati, il nuovo standard promette una grande evoluzione per le reti wireless locali 

In fondo, per tante cose è soprattutto una questione di numeri. Una cifra crescente che indica l’ultima versione del telefono alla moda, il nuovo modello di un marchio automobilistico e tanti altri oggetti che popolano il nostro quotidiano. La tecnologia non fa eccezione, anche se certi numeri sono assai più popolari di altri. Del 5G, ad esempio, un po’ tutti hanno sentito parlare. Molto meno, invece, del Wi-Fi 6. Eppure, come vedremo, trattasi di due cose che nel futuro andranno spesso a braccetto.

Cominciamo col dire che disporre di una buona connessione Wi-Fi è un’esigenza che negli ultimi anni si è estesa in modo massiccio a tutti i livelli, nelle aziende, nella pubblica amministrazione ed anche nelle famiglie. A fare breccia, infatti, è un concetto immediato: in molte situazioni ambientali, la disponibilità del Wi-Fi rappresenta l’opportunità  più semplice per godere al meglio dei benefici di una rete digitale (internet e non solo).

Ovviamente, e torniamo all’assunto di partenza, anche il Wi-Fi si è evoluto costantemente per tenere botta di fronte all’autentica esplosione del volume di traffico dei dati digitali. In questo ha seguito una parabola del tutto analoga a quella delle reti telefoniche giunte, come detto, al 5G, ovvero la nuova tecnologia di trasmissione dati che allarga enormemente la sfera d’azione degli apparecchi con essa compatibili.

Un boost, quello assicurato dal 5G, non soltanto in termini di velocità, ma anche di multitasking, sicurezza e accesso ai servizi cloud. Per non parlare della gestione di quella che viene definita come “internet delle cose”, ovvero l’intelligenza digitale di apparecchi che prima non l’avevano affatto, dal frigorifero all’aspirapolvere nelle case, ma anche le automobili e un numero crescente di macchinari industriali e di servizio.

Ma come ben sanno tutti coloro che, una volta arrivati a casa o in ufficio, cambiano subito l’impostazione del proprio smartphone/tablet per ridurre il consumo di “giga”, passare dalla rete dati telefonica alla connessione Wi-Fi disponibile può diventare un tormento se le prestazioni di quest’ultima non sono all’altezza. Da qui, appunto, la necessità di andare a braccetto con il conseguente rilascio di una nuova versione Wi-Fi all’altezza del 5G.

Rilasciato nel 2019, Wi-Fi 6 è il nome “amichevole” del nuovo standard tecnologico IEEE 802.11 ax, dove la lettera finale lo distingue dal precedente “ac”, risalente al 2014, di cui mantiene tutti i pregi e le caratteristiche aggiungendone ulteriori. Il tutto nell’ottica generale di garantire l’efficienza e la flessibilità necessarie per consentire il collegamento in sicurezza degli apparecchi e delle applicazioni, di nuova e vecchia generazione. Una connessione alle reti disponibili che avviene naturalmente con una maggiore velocità.

In particolare, il Wi-Fi 6 consente velocità di trasferimento dati superiori del 40% rispetto all’802.11ac, il che, nella pratica, significa che il “dialogo” fra un router e i dispositivi connessi avviene fino a due gigabit al secondo (o 250 megabyte). Un risultato che è a sua volta frutto di una migliore gestione dei flussi dati in entrata e in uscita, con l’impiego di canali di comunicazione separati e specifici per ogni device connesso.

In questo modo vengono evitati i “colli di bottiglia” che si verificano con i precedenti standard Wi-Fi, dovuti al fatto che i flussi dati, in entrata e in uscita, viaggiano sulla stessa corsia con la possibile saturazione della banda wireless disponibile. A permettere questo salto di qualità del Wi-Fi 6 c’è invece la nuova tecnologia denominata MU-MIMO (Multi-User, Multiple Input, Multiple Output).

Da segnalare poi la capacità dell’802.11 ax di trasmettere contemporaneamente a un singolo dispositivo fino a quattro flussi dati in entrata e altrettanti in uscita. Fra le conseguenze dell’Orthogonal Frequency Division Multiple Access (questo il nome tecnico), una migliore qualità di connessione in luoghi con molti device connessi, ad esempio stazioni, stadi ed aeroporti.

Un’altra particolarità del Wi-Fi 6 è il possibile utilizzo della banda di frequenza a 6 GHz (oltre a 2,4 e 5 GHz), che permette una migliore gestione di servizi ad elevato traffico dati, ad esempio streaming di video in 4K e realtà virtuale. Infine, segnaliamo un’ulteriore importante peculiarità del nuovo standard, ovvero la sua capacità di far abbassare i consumi energetici dei dispositivi compatibili. Ciò avviene grazie ad una particolare tecnologia “on/off”, con il device collegato alla rete che accende il suo circuito Wi-Fi soltanto quando è effettivamente necessario.

Tenendo conto di tutto ciò è facile arrivare alla caratteristica forse più “appetibile” del Wi-Fi 6, vale a dire la sua capacità di ridurre i costi di utilizzo delle reti e dei dispositivi collegati, il che significa aumentare ulteriormente la platea delle aziende e degli utenti interessati alla rete wireless di ultima generazione.