Switch Off TV, grande business per lo Smart Installer


L’installatore oggi vincente? Quello che copre un vuoto sempre più vistoso, diventando interfaccia fra il mercato e l’utente. Con prospettive di business molto concrete e potenzialmente cospicue. Fra le molteplici indicazioni emerse dal convegno “Verso lo Switch Off televisivo, ricadute sull’impiantistica domestica”, proposto da Confartigianato Bari in collaborazione con HD Forum Italia nell’ambito di Smart Building Levante, questa è senz’altro la più rilevante, resa tale dalle innegabili opportunità connesse a una rivoluzione ormai alle porte, chiamata Switch Off.

Con questo termine, che in inglese significa spegnere, si indica la trasformazione a cui, entro il primo luglio 2022, dovrà conformarsi il digitale terrestre in Italia, destinato per legge a cedere 100 megahertz a una sempre più invasiva telefonia mobile, con la conseguenza di obbligare tutta l’utenza a ricevere il digitale in modalità DVB-T2 HEVC. Quest’ultima garantirà ricezione dello stesso numero di canali oggi in offerta, ma all’interno di una banda più ristretta e compressa, quale risulterà dalla cessione ai gestori di telefonia della fascia attualmente compresa fra i 694 e i 790 megahertz.

Come ribadito a Bari, ciò significherà di sicuro “cambiamento” per milioni di telespettatori che, possedendo un televisore sprovvisto di standard DVB-T2 HEVC, avranno “sulla carta” due opzioni davanti: acquistarne uno nuovo, oppure munire quello in loro possesso di uno specifico, ma ancora imprecisato, decoder. Il problema, che non riguarda gli apparecchi acquistati dal primo gennaio 2017 in poi, per obbligo di legge dotati di standard T2, coinvolge i televisori entrati nelle case degli italiani prima del 31 dicembre 2016.

Sempre al convegno di Bari, in tema di Switch Off, giunge la conferma che questo cambiamento si esprimerà in grandi numeri, sull’ordine dei “milioni”, anche se al momento attuale una quantificazione precisa appare impossibile. Il rapporto Censis 2018 sulla tecnologia nelle case degli italiani riporta comunque un dato probante, riferito ai 44 milioni di televisori attualmente in funzione nella Penisola. È ragionevole ipotizzare, in base al turnover annuo di apparecchi, che un numero compreso fra i 35 e i 40 milioni di questi televisori sarà soggetto allo Switch Off, anche se resta da capire quanti di questi dovranno essere rottamati e quanti invece adattati (e a quali costi).

Il convegno di Smart Building Levante, pur rivelandosi ricco di dati grazie alle competenze espresse dai relatori, non ha fornito certezze circa le cifre e i tempi di attuazione dello Switch Off italiano. Tanto da evocare una citazione famosa: “La confusione è grande sotto questo cielo, perciò la situazione è favorevole”. La coniò una settantina di anni fa Mao Zedong per una rivoluzione cinese da tempo consegnata ai libri di storia, e torna prepotentemente dì attualità per gli installatori italiani del XXI secolo. A loro si sono rivolti i due relatori invitati a Bari da Confartigianato: Marco Pellegrinato, direttore del settore Ricerca e Sviluppo di Mediaset, e Sebastiano Trigila, della Direzione Ricerche della fondazione Ugo Bordoni.

Sono sicuramente concordi, Pellegrinato e Trigila, su un dato di fatto, e cioè che in un contesto caratterizzato da un’infinità di implicazioni tecnologiche tutte da scoprire, sia oggi chiamato a operare un installatore radicalmente diverso dagli standard professionali attuali, gli stessi in vigore da circa un quarto di secolo, ovvero dall’avvento delle parabole satellitari. Parliamo invece di uno Smart Installer che deve dimostrarsi all’altezza dei tempi sotto due, fondamentali aspetti: profonda conoscenza di cosa tecnologicamente si situa dietro un mare magnum di acronimi e sigle sul punto di riversarsi sulle nostre teste e capacità di comunicare esattamente ai clienti cosa ogni loro scelta comporta, in termini di servizio e di spesa.

«Lo Switch Off è una rivoluzione tale – spiega Marco Pellegrinato (scarica qui la sua presentazione) – che ci impone di parlare di Nuova TV 4.0 per definire quella destinata a entrare in tutte le case degli italiani dal 2022 in poi. Sarà infatti una TV ibrida, il cui segnale arriverà da ben quattro sorgenti di ricezione: satellite, digitale, wi-fi ed ethernet (cioè dalla rete internet). Di conseguenza sarà una televisione molto più connessa, fortemente personalizzabile da parte dell’utente, caratterizzata da più limitati contenuti generalisti, e concepita per interagire maggiormente con il resto dell’abitazione».

«Ecco perché – continua Pellegrinato – l’installatore non arriverà per l’intervento da un paio d’ore a cui ci siamo abituati dall’avvento delle parabole satellitari in poi. Dovrà invece posizionare antenne puntate con estrema cura verso la sorgente delle trasmissioni, nonché interpretare alla perfezione i bisogni di ogni singolo nucleo familiare, a cui proporre i servizi più opportuni al prezzo più equo».

Su questo Smart Installer altamente qualificato e tecnologicamente dotato di ogni accorgimento, si sofferma anche Sebastiano Trigila (scarica qui la sua presentazione). «Sarà una figura professionale chiamata a svolgere un indispensabile ruolo divulgativo – chiarisce Trigila – al punto che per sostenere la sua preparazione la fondazione Bordoni sta approntando un glossario grazie a cui venire a capo della massa di acronimi, sigle, standard e codici attraverso cui dovremo districarci, con l’obbligo di essere chiari nei confronti del consumatore».

«Ma questo è solo un aspetto della formazione richiesta agli installatori della Nuova TV – prosegue Trigila – dato che saranno obbligati a misurarsi anche con nozioni di design, informatica e comunicazione audiovisiva molto più specifiche di quelle oggi sufficienti per destreggiarsi con un utente medio». Preziosissima opportunità, questo convegno di Smart Building Levante. Evento che, in attesa delle risposte in arrivo dalle procedure esecutive dello Switch Off, ha lasciato ai partecipanti un’infinità di domande aperte, oggi indispensabili nel bagaglio di ogni Smart Installer.

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