Informazione e cultura: gli obiettivi del Gruppo di Lavoro Smart Building


Per il Gruppo di Lavoro Smart Building di Anitec-Assinform il 2017 è stato un anno proficuo. È stata portata a termine la stesura della guida alla Legge n. 164/2014 art. 6 ter in collaborazione con Confindustria Digitale, Assimpredil ANCE e ANCI e con l’endorsement con il Ministero dello sviluppo economico. Presentata a Smart Building Expo nello scorso novembre, la guida è stata diffusa attraverso l’ANCI ad oltre 7.300 Comuni, inviata in formato digitale a 32 mila contatti professionali, promossa sia da Assimpredil ANCE che da Anitec-Assinform e fatta anche circolare autonomamente da singole aziende.

Sempre in occasione di Smart Building Expo è stata presentata dal MISE l’etichetta volontaria ufficiale per gli edifici predisposti alla banda ultra larga che completa il dettato dell’articolo 135 bis del TU dell’Edilizia, che comunica la presenza dell’infrastruttura di rete dentro gli edifici valorizzando l’immobile. Uno strumento la cui realizzazione ed introduzione è stata sostenuta dal Gruppo di Lavoro Smart Building.

Giovedì 1 marzo a Milano il Gruppo di Lavoro Smart Building di Anitec-Assinform si è riunito a Milano per fare il punto della situazione, su quanto fatto lo scorso anno e su quali azioni focalizzare l’attenzione per il 2018. Prima delle quali è senz’altro la continuazione dell’opera di informazione sulla cornice normativa relativa all’edificio in rete considerato che numerosi dei presenti hanno lamentato che è ancora bassissima la percentuale dei tecnici comunali ad esserne a conoscenza. Alla luce di ciò il coinvolgimento della pubblica amministrazione appare strategico per due ottime ragioni: perché l’azione di controllo è educativa per il mercato e perché il personale della PA costituisce un target importante per l’ammodernamento del patrimonio immobiliare.

Il Gruppo di Lavoro Smart Building si propone quindi di consolidare il dialogo già avviato con l’ANCI con l’intenzione di organizzare momenti informativi e formativi relativi all’applicazione delle norme, alla connettività e alle applicazioni digitali per la PA e, infine, all’efficientamento energetico, il driver principale per il mercato della smart home, cresciuto nel 2017 del 35% per un valore di 250 milioni di euro, ma poco ancora rispetto al miliardo e mezzo della Germania e al miliardo e quattro del Regno Unito. È lecito perciò pensare che le potenzialità di crescita del nostro mercato siano ancora promettenti.

Il nodo da sciogliere, come fatto notare durante la riunione, è riuscire a colmare il gap di informazione sui benefici che derivano dal rinnovo dell’impiantistica e dall’adozione di apparecchiature come termostati, caldaie e climatizzatori smart e di cultura verso il prodotto. E questo vale sia per la PA, ma anche per i tecnici installatori e per i consumatori. Tenendo perciò conto anche delle indicazioni derivanti dal mercato,è stato suggerita l’opportunità di ampliare i temi su cui si concentra il Gruppo di Lavoro, inserendo anche l’efficienza ed il conseguente risparmio energetico.

A questo proposito, banco di prova sarà certamente Smart Building Levante a Bari, il 22 e 23 novembre, in cui è dedicata una parte rilevante proprio all’efficientamento energetico con la collaborazione, tra le molte altre, del Distretto Produttivo Pugliese delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica e dell’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Ricordando, infine, che il 60% del patrimonio immobiliare della città metropolitana di Bari, insieme a quello di Napoli, Reggio Calabria e Palermo è ancora tutto da cablare. Di lavoro ce n’è.

Scarica qui il documento della piattaforma Smart Building Italia presentato nella riunione.

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