Il patrocinio del Politecnico di Bari a Smart Building Levante


Un territorio dinamico dall’imprenditoria vivace, aperto all’innovazione e detentore del record per la produzione di energia elettrica quasi doppia rispetto a quella utilizzata. Bari è il capoluogo di una Regione economicamente vitale e a Bari si trova un’eccellenza accademica: il Politecnico, che ha saputo unire gli interessi del mondo della ricerca con quello produttivo grazie alla rivoluzione 4.0, e che ha individuato in Smart Building Levante lo strumento per promuovere l’incontro con gli operatori del mercato delle nuove tecnologie, concedendo il suo patrocinio. Giuseppe Cafaro, docente del Politecnico nell’ambito del corso di laurea in Ingegneria Elettrica, risponde ad alcune nostre domande.

Professor Cafaro, come giudica la novità di una fiera dedicata alle tecnologie della home and building automation a Bari?
«Bari è il capoluogo di una Regione meridionale che si distingue per vivacità imprenditoriale ed apertura mentale. Il DNA levantino porta ad essere pronti ad “aggredire” con iniziative economiche e commerciali gli altri territori nazionali ed internazionali, senza, però, rifiutare l’arrivo dall’esterno di competenze ed operatori economici. Non è un caso che questa città è sede, da oltre ottant’anni, una importante Fiera Campionaria aperta ai Paesi stranieri ed in particolare a quelli in via di sviluppo. Bari è, quindi, la sede naturale per il confronto sull’applicazione delle nuove tecnologie e per la diffusione delle stesse in tutto il sud d’Italia e nei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo».

Dal suo osservatorio, che ruolo possono avere le nuove tecnologie per lo sviluppo del Mezzogiorno?  
«È una grossa occasione per gli operatori del Mezzogiorno d’Italia per un salto di qualità nel proporre ed applicare le tecnologie dello smart building, ma è un’occasione ancora più grande per gli operatori nazionali ed internazionali per aggredire mercati che hanno ampi margini di crescita. Le nuove tecnologie hanno la caratteristica tipica del 4.0 e cioè di fornire non solo coefficienti accelerativi alla rivoluzione industriale in atto, ma anche quella di coprire, con discontinuità positive una volta impossibili, i ritardi del passato».

Se dovesse trovare una peculiarità del territorio pugliese da coniugare con lo sviluppo delle nuove tecnologie a cosa penserebbe? 
«È poco noto ai non addetti ai lavori che la Regione Puglia produce una quantità di energia elettrica quasi doppia di quella utilizzata, pur avendo un apprezzabile tessuto industriale. Essa oggi è sede, con finanziamenti Europei, della più estesa applicazione al mondo dell’energetica e delle tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni applicata alle reti elettriche di potenza. Lo smart building può dare la possibilità di estendere all’utenza distribuita i benefici delle nuove tecnologie applicate all’efficienza energetica, anche con iniziative economicamente autosostenute».

Che ruolo svolge il Politecnico per lo sviluppo di una nuova cultura tecnologica e per favorire lo sviluppo di un’industria legata a queste tematiche nel territorio?
«Non meno importante è la presenza, in Puglia, di una rete di strutture accademiche di assoluto rilievo. Prima fa tutte, se non altro per la centralità tematica, va citato il Politecnico di Bari che vanta un insieme di Laboratori, Spin Off e Start Up fortemente attivi sul territorio locale, nazionale ed internazionale. Va riconosciuto alla rivoluzione 4.0 di aver ricongiunto il mondo della ricerca a quello produttivo. Oggi domanda ed offerta nel settore della ricerca si incontrano “naturalmente”, innanzi tutto perché il settore produttivo è in grado di comporre una domanda adeguata a quello che il mondo della ricerca può offrire. Questo fenomeno ha incontrato la necessità del mondo della ricerca nel sud Italia di stanare il mondo imprenditoriale e di mettersi in gioco senza l’assistenza pubblica. Non è un caso che il Politecnico di Bari patrocini la fiera sullo Smart Building: patrocinio non di immagine o formale, ma  che lo vedrà protagonista sia per gli aspetti culturali che per quelli di incontro con gli operatori del mercato delle nuove tecnologie».

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