Decreto Requisiti Minimi 2025: il ponte operativo verso l’adozione piena della EPBD 4

24 Febbraio 2026 Luca Baldin


Decreto Requisiti Minimi 2025: novità su impianti, calcolo energetico e automazione come passo strategico verso l’attuazione della direttiva europea EPBD 4

Nel panorama normativo italiano per l’efficienza energetica degli edifici, il Decreto Requisiti Minimi 28 ottobre 2025 rappresenta una tappa di grande rilievo. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale e con entrata in vigore fissata per il 3 giugno 2026, questo provvedimento aggiorna il quadro dei requisiti di prestazione energetica degli edifici, integrando regole più moderne per involucro, impianti e infrastrutture, e getta le basi per il futuro recepimento della Direttiva europea EPBD 4.

Non siamo davanti a una rivoluzione immediata, ma a un “ponte normativo”: un testo che non recepisce ancora integralmente EPBD 4, ma che accompagna il sistema italiano verso gli obiettivi energetici europei, anticipando alcune linee di sviluppo e allineandosi progressivamente alle logiche della direttiva comunitaria.

Un aggiornamento organico e operativo

Il nuovo decreto sostituisce e aggiorna il DM 26 giugno 2015, che da dieci anni era alla base della normativa nazionale sui requisiti minimi di prestazione energetica. La riformulazione non si limita a un maquillage: introduce criteri tecnici più rigorosi e coerenti con gli standard europei per il calcolo energetico, comprese norme recenti di riferimento per i ponti termici, la trasmittanza e i metodi di valutazione delle prestazioni degli edifici.

Un primo elemento di novità importante riguarda proprio l’edificio di riferimento, che ora include i ponti termici, rendendo la valutazione energetica più accurata e aderente agli standard europei e facilitando l’adozione futura di strumenti di confronto prestazionale come lo Smart Readiness Indicator previsto dalla EPBD 4.

Impianti e tecnologie: focus sulle pompe di calore e automazione

Un aspetto innovativo riguarda il ruolo più incisivo degli impianti tecnici nella determinazione della prestazione energetica complessiva. Il decreto introduce un allineamento ai requisiti europei di ecoprogettazione per le pompe di calore, con implicazioni positive per l’efficacia energetica reale degli edifici.

Parallelamente, viene rafforzato l’obbligo di dotarsi di sistemi di automazione e controllo (BACS) di classe minima B negli edifici non residenziali con impianti di potenza elevata. Questo obbligo anticipa la futura EPBD 4, che pone un’enfasi crescente sulle capacità di gestione intelligente degli edifici per ottimizzare consumi e comfort.

Qualità dell’aria interna e VMC

La ventilazione meccanica controllata (VMC) mantiene un ruolo chiave nel nuovo schema normativo. Le prescrizioni del decreto confermano la centralità della VMC non solo per il comfort termo-igrometrico, ma anche come elemento di benessere e qualità dell’aria interna. Questa attenzione all’involucro e agli impianti integrati è in linea con l’approccio sistemico promosso dalla EPBD 4.

Mobilità elettrica e infrastrutture associate

Accanto agli aspetti impiantistici, il decreto introduce requisiti per l’integrazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici negli edifici dotati di posti auto. Questa misura, seppur ancora in via di consolidamento operativo, risponde alla visione di edifici come nodi energetici interconnessi con la rete e con la mobilità sostenibile.

Un ponte verso la EPBD 4

In definitiva, il Decreto Requisiti Minimi 2025 non è un punto di arrivo ma, come si diceva in apertura, appare come un percorso di avvicinamento pragmatico alla EPBD 4. Rafforzando l’integrazione tra involucro e impianti, promuovendo automazione e gestione intelligente, e introducendo criteri europei per tecnologie chiave come le pompe di calore, il decreto crea un terreno normativo più solido per l’adozione progressiva di standard più ambiziosi.

Per professionisti, progettisti e decision-maker, questo testo rappresenta un’occasione per ripensare processi progettuali e criteri di selezione delle tecnologie in chiave più sostenibile e performante. È il primo passo operativo verso edifici più efficienti, digitali e integrati nel sistema energetico europeo — una transizione strutturata piuttosto che un salto nel vuoto.

 

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.