Storage elettrico: l’infrastruttura invisibile della transizione energetica

28 Luglio 2026 Luca Baldin


Sistemi di accumulo, impianti ibridi e integrazione energetica: il ruolo strategico dello storage nella decarbonizzazione, nell’elettrificazione dei consumi e nell’applicazione del nuovo Decreto Requisiti Minimi

La transizione energetica non è soltanto una questione di produzione da fonti rinnovabili. È soprattutto una questione di gestione intelligente dell’energia. In questo scenario, i sistemi di accumulo elettrico (storage) stanno assumendo un ruolo sempre più strategico, tanto da poter essere considerati una delle infrastrutture abilitanti della progressiva elettrificazione dei consumi e della decarbonizzazione del sistema energetico.

Per anni il dibattito si è concentrato sulla crescita della generazione distribuita, in particolare attraverso il fotovoltaico. Oggi, tuttavia, appare evidente come la vera sfida sia rappresentata dalla capacità di utilizzare l’energia nel momento in cui serve, indipendentemente dall’istante in cui viene prodotta. È qui che entra in gioco lo storage, destinato a diventare uno dei pilastri dell’edificio energeticamente evoluto.

L’accumulo consente infatti di aumentare l’autoconsumo dell’energia prodotta localmente, ridurre i prelievi dalla rete nelle ore di punta, migliorare la resilienza energetica degli impianti e contribuire alla stabilità complessiva del sistema elettrico. Non si tratta più di una tecnologia accessoria, ma di una componente destinata a integrarsi strutturalmente nei nuovi modelli energetici.

Particolarmente interessante è il crescente sviluppo degli impianti ibridi, sistemi nei quali diverse tecnologie energetiche operano in maniera coordinata attraverso piattaforme di gestione intelligente dell’energia. Fotovoltaico, batterie di accumulo, pompe di calore, sistemi di ricarica per veicoli elettrici e, in alcuni casi, gruppi di generazione tradizionali, vengono gestiti come un unico ecosistema energetico capace di ottimizzare consumi, produzione e accumulo.

Questo approccio trova oggi un importante riferimento normativo nella CEI 64-8, Parte 8-2, dedicata agli impianti elettrici in bassa tensione degli utenti attivi (prosumer), nella quale tutti questi elementi sono rappresentati all’interno dell’architettura di sistema. La norma evidenzia inoltre il ruolo centrale della digitalizzazione attraverso il Sistema di Gestione dell’Energia Elettrica (EEMS – Electrical Energy Management System), identificato al punto 11 dello schema di riferimento.

L’EEMS ha il compito di monitorare e comandare il funzionamento delle diverse fonti di alimentazione, gestire i flussi energetici, controllare la carica delle unità di accumulo e coordinare l’esercizio dei carichi elettrici, consentendo una gestione integrata e dinamica dell’intero ecosistema energetico. Come descritto più approfonditamente nel paragrafo 7 della norma, l’EEMS rappresenta quindi l’elemento abilitante che trasforma un insieme di tecnologie energetiche in un sistema realmente intelligente, efficiente e flessibile.

Nel settore residenziale questa evoluzione è già ben visibile. Le abitazioni stanno progressivamente trasformandosi in prosumer energetici, in grado non solo di consumare energia ma anche di produrla, accumularla e gestirla. La diffusione delle pompe di calore e della mobilità elettrica rende sempre più conveniente l’adozione di sistemi di accumulo che permettono di massimizzare l’utilizzo dell’energia fotovoltaica e di limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.

Anche nel comparto industriale lo storage apre prospettive particolarmente interessanti. Le imprese possono utilizzare i sistemi di accumulo per ridurre i picchi di potenza, migliorare la qualità dell’alimentazione elettrica e incrementare l’autoconsumo degli impianti rinnovabili installati in sito. In un contesto caratterizzato da costi energetici sempre più rilevanti per la competitività aziendale, la capacità di gestire in modo flessibile i flussi energetici rappresenta un vantaggio concreto e misurabile.

Nel settore terziario, dagli uffici alle strutture commerciali, dagli alberghi agli edifici della sanità, l’accumulo si integra con sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) e piattaforme di energy management, contribuendo a costruire edifici sempre più smart, efficienti e performanti. La convergenza tra digitalizzazione ed energia trova proprio nello storage uno dei principali fattori di sviluppo.

Non va inoltre trascurato il ruolo che questi sistemi possono assumere alla luce del nuovo Decreto Requisiti Minimi, che rafforza l’attenzione verso l’integrazione impiantistica, l’automazione degli edifici, i sistemi di misura intelligente e di gestione dell’energia (elettrica, e non), l’efficienza energetica e le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, in coerenza con il percorso di adeguamento alle più recenti direttive europee sulla prestazione energetica degli edifici. Pur non menzionando esplicitamente i sistemi di accumulo nell’Allegato 1, il decreto valorizza infatti un approccio sempre più orientato alla gestione integrata degli impianti e dei flussi energetici, nel quale la digitalizzazione degli impianti assume un ruolo centrale per il monitoraggio, il controllo e l’ottimizzazione coordinata delle diverse risorse energetiche presenti nell’edificio.

In questo contesto, i sistemi di accumulo rappresentano un elemento chiave per raggiungere livelli più elevati di prestazione energetica, consentendo di valorizzare la produzione da fonti rinnovabili e di ottimizzare il funzionamento degli impianti integrati. Una prospettiva che interessa direttamente progettisti, installatori e system integrator chiamati a realizzare edifici sempre più efficienti, digitali e sostenibili.

Se fino a pochi anni fa l’accumulo era percepito come una tecnologia complementare, oggi appare sempre più come un elemento essenziale della progettazione energetica. La crescita delle energie rinnovabili, la diffusione della mobilità elettrica, lo sviluppo delle reti intelligenti e l’evoluzione normativa stanno convergendo verso un modello nel quale produrre energia non sarà più sufficiente: occorrerà soprattutto saperla gestire.

Lo storage elettrico rappresenta quindi molto più di una soluzione tecnologica. È uno degli strumenti attraverso cui rendere concreta, efficiente e sostenibile la transizione energetica che stiamo vivendo e una delle infrastrutture fondamentali del processo di elettrificazione destinato a caratterizzare i prossimi decenni.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.