Efficientamento del patrimonio edilizio: un obiettivo chiave del PNRR e un’occasione straordinaria per tutta la filiera dell’edilizia


Da qualche mese è senza dubbio l’acronimo più in voga e più gettonato: PNRR, ovvero, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, noto anche come Next Generation Italia, riprendendo il Next Generation EU, ovvero il piano strategico elaborato dalla Commissione Europea per lo sviluppo sostenibile dei Paesi aderenti alla Comunità.

A rendere straordinariamente importante quello che alla presentazione sembrava un enunciato di principi, pienamente condivisibili, ma di difficile attuazione, è stata la Pandemia da Covid19, che ha innescato un’accelerazione impensabile solo 18 mesi fa sia ai processi decisionali che al finanziamento dei progetti, ovvero dando gambe solide all’innovazione; una solidità rappresentata in modo efficace da una cifra, gli oltre 200 miliardi di Euro di investimenti che riguarderanno solo l’Italia.

Gli obiettivi fondamentali del PNRR sono noti e si raccolgono in sei missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Inclusione e coesione
  • Salute

Non è improprio affermare che il filo rosso che unisce tutti questi ambiti operativi sono la digitalizzazione e la sostenibilità, dove il contributo delle tecnologie è fondamentale per consentire una transizione morbida, ma molto veloce, verso un’economia circolare che porti a cogliere gli obiettivi di decarbonizzazione che hanno due scadenze ravvicinate: il 2030 (riduzione del 40% delle emissioni di gas serra) e il 2050 (azzeramento delle emissioni di gas serra).

In questo quadro generale l’edilizia e l’impiantistica ad essa collegata, gioca un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi posti dal PNRR, dal momento che i consumi degli edifici contribuiscono per circa un terzo del totale delle emissioni di gas serra a livello globale.

Per questa ragione, nell’analisi dell’impatto macroeconomico delle misure del piano, si stima che la spesa per investimenti nell’ambito dell’edilizia civile rappresenti il 32,6% del totale delle risorse provenienti dal PNRR, ovvero di gran lunga la quota più elevata, al punto da poter dire che è proprio l’azione nell’ambito dell’edilizia il filo rosso che attraversa pressoché tutte le sei missioni del piano, a partire dalla riforma della Pubblica amministrazione, che dovrebbe snellire le procedure.

Nello specifico però, il PNRR prevede stanziamenti puntuali per l’efficientamento degli immobili. Nel primo ambito, ovvero quello della “digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, per esempio, si prevede già l’efficientamento di grandi edifici come cinema, teatri e musei; ma la parte del leone la fa evidentemente il secondo ambito, ovvero quello della cosiddetta “rivoluzione verde e transizione ecologica”, dove per la riqualificazione energetica degli edifici vengono stanziati più di 11 miliardi di Euro, suddivisi tra sostituzione e riqualificazione di edifici scolastici, efficientamento degli edifici giudiziari e infine, la parte più consistente, dedicati all’edilizia civile per ecobonus e sismabonus 110%, con una stima di circa 50 mila interventi all’anno, pari a 20 milioni di mq.

Non meno rilevanti gli interventi previsti nell’ambito dell’istruzione e della ricerca, dove si prevedono consistenti investimenti per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport e la scuola e per la realizzazione di alloggi per studenti e per l’inclusione e coesione sociale, che punta con decisione alla rigenerazione urbana, mediante la realizzazione di nuove strutture di edilizia residenziale pubblica e la rifunzionalizzazione ed efficientamento delle strutture edilizie pubbliche esistenti.