FiberCop, oltre 100 edge data center e fibra per connettere i territori

29 Agosto 2026 Luca Baldin


Dalle centrali trasformate in hub digitali al Fondo Nazionale per la Connettività: una rete distribuita per avvicinare cloud, AI e servizi avanzati a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione

FiberCop accelera nella trasformazione della propria infrastruttura e punta alla realizzazione di una rete nazionale composta da oltre 100 edge data center. Il progetto prevede la riconversione delle centrali di telecomunicazione in hub digitali avanzati, nei quali connettività in fibra, capacità di calcolo e sistemi di archiviazione opereranno in modo integrato.

Il primo Edge data center è già attivo a Roma, mentre nuove aperture sono previste a Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. L’obiettivo è avvicinare l’elaborazione dei dati ai luoghi nei quali questi vengono generati e utilizzati, riducendo la latenza e rendendo più efficienti, sicuri e affidabili i servizi digitali.

Si tratta di un passaggio particolarmente significativo anche per la diffusione dell’intelligenza artificiale. Molte applicazioni richiedono infatti capacità di calcolo distribuita, rapidità di risposta e possibilità di trattare localmente informazioni sensibili. L’edge computing può quindi sostenere servizi evoluti nei campi della mobilità, della sanità, della sicurezza, dell’ambiente, dell’industria e della Pubblica Amministrazione.

A questo disegno si collega l’avvio del progetto promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito dell’aggiudicazione della gara a FiberCop nel giugno 2026. Le convenzioni sottoscritte con Invitalia disciplinano l’attuazione delle misure previste dal Fondo Nazionale per la Connettività, con l’obiettivo di estendere reti ad altissime prestazioni anche nelle aree meno densamente abitate.

«L’accordo sottoscritto rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di digitalizzazione del Paese. Con questa iniziativa rafforziamo il nostro ruolo di infrastruttura digitale strategica, contribuendo alla realizzazione di una rete sempre più capillare, resiliente e pronta a sostenere crescita e innovazione», ha dichiarato Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop.

Entro giugno 2030 il piano raggiungerà oltre 477 mila civici. L’infrastruttura dovrà assicurare velocità di almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload anche nelle ore di maggiore traffico; la rete FTTH, realizzata interamente in fibra ottica fino alle abitazioni, potrà offrire prestazioni fino a 10 Gigabit al secondo.

Il valore dell’operazione non risiede però soltanto nella velocità di accesso. Grazie all’integrazione della nuova infrastruttura con la dorsale backbone nazionale e con la rete dei nodi Edge di FiberCop, anche i centri periferici potranno essere collegati ai principali ecosistemi digitali e ai grandi flussi del traffico Internet globale. La capillarità della fibra si combina così con la prossimità della capacità di calcolo: due condizioni decisive per ridurre il divario digitale e abilitare servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale realmente distribuiti sul territorio.

Il piano si inserisce inoltre nel più ampio processo di superamento delle centrali tradizionali in rame e di transizione verso la fibra. Le attività saranno realizzate con tecniche costruttive a basso impatto e nel rispetto delle migliori pratiche previste dalla normativa vigente. Una trasformazione che conferma come le infrastrutture di telecomunicazione stiano diventando parte integrante del nuovo sistema immobiliare e urbano: non più semplici reti di collegamento, ma piattaforme territoriali abilitanti per edifici intelligenti, imprese e servizi pubblici.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.