Il Superbonus opportunità da cogliere per la Building Automation

22 Marzo 2021 Angela


L’intervista a Paolo Laganà, manager di Loytec Electronics, la multinazionale leader nell’ambito dei sistemi di gestione degli edifici

Il Superbonus al 110% è stato introdotto l’anno scorso ma è ancora ben lungi dall’aver dispiegato il suo enorme potenziale applicativo. Sono infatti moltissimi gli ambiti dell’edilizia che possono beneficiare della maxi detrazione fiscale. Uno dei settori più interessanti è senz’altro quello della Building Automation, ovvero i sistemi che all’interno di un edificio permettono la gestione automatica e personalizzata degli impianti di riscaldamento piuttosto che della produzione di acqua calda, della climatizzazione estiva e di altri servizi. Gestione che può avvenire anche da remoto attraverso il Web e che ha lo scopo di incrementare l’efficienza energetica degli impianti diminuendo i relativi consumi. Ne parliamo con Paolo Laganà, manager dell’azienda Loytec ed esperto del settore.

Ing. Laganà, considerato che la sua azienda è una multinazionale presente anche nei maggiori Paesi europei, come si posiziona l’Italia in tema di Building Automation?

“Purtroppo l’Italia non è certo nelle prime posizioni quando si parla di automazione negli edifici. Nel nostro Paese spesso si tratta di interventi marginali effettuati con i residui delle somme destinate in partenza alle opere edilizie, tanto che in molti casi è più corretto parlare di una semi-automazione. A mio avviso è una situazione legata a un problema complessivo che spesso gli italiani hanno con la tecnologia”.

Vale a dire?

“Diciamo che quando l’adozione tecnologica coincide anche con il tempo libero e il divertimento siamo tutti bravissimi, l’esempio classico è quello degli smartphone. Diventiamo però meno bravi ed anche diffidenti nel momento in cui occorre fare delle scelte su argomenti, la Building Automation è fra questi, che vanno ad impattare sul modo di lavorare, sulla qualità della vita domestica, sul risparmio energetico”.

Come si esce da questa situazione?

“Innanzitutto servirebbe maggiore conoscenza, intesa come la capacità di comprendere i concetti base dell’automazione, quelli che portano a controllare un impianto ed a renderlo più efficiente. Ed è proprio il concetto di efficienza ad essere fondamentale, visto che, almeno nel mondo occidentale, non può essere inteso come mero risparmio energetico ma deve garantire anche il mantenimento o il miglioramento del livello di comfort. E l’automazione può dare un contributo fondamentale per l’efficienza, così intesa, negli edifici, poiché serve non soltanto a regolare i vari parametri di funzionamento, ad esempio la temperatura ambientale, ma anche a mantenere le condizioni operative ottimali degli impianti. Infatti, se è vero che quest’ultimi vengono comprati e installati per risparmiare, è altrettanto vero che per essere veramente efficienti gli impianti richiedono di funzionare in determinate condizioni operative che possono essere, appunto, controllate e gestite grazie all’automazione”.

C’è molto da fare anche sotto l’aspetto della formazione?

“C’è da fare tanto, purtroppo paghiamo prezzi antichi. Probabilmente, andando a vedere un indicatore relativo alla formazione per l’automazione che viene effettuata in Italia abbiamo un risultato confortante. In realtà non è così, perché un conto è la quantità di formazione, tutt’altra cosa la sua qualità. Spesso quest’attività viene compiuta perché va comunque fatta, deve lasciare una traccia formale. Ma non di rado si tratta di corsi concepiti male e svolti di fretta, che diventano una formalità per chi li organizza e chi li frequenta”.

In questa situazione, a dir poco migliorabile, è arrivato il Superbonus. Che cosa si aspetta?

“Qui torniamo al discorso di partenza, il Superbonus al 110% rappresenta una grande opportunità a condizione che si abbia la giusta percezione del valore aggiunto garantito dalla Building Automation. A me piace dire, con una battuta: meno cappotto e più automazione. Questo perché il cappotto energetico, prendiamo il caso dei condomini, si rivela spesso un’operazione complessa, seppur a costo zero grazie all’incentivo. Con l’automazione, che per fortuna è un intervento trainato compreso nel Superbonus, si possono raggiungere risultati altrettanto significativi. Faccio un esempio: se cambio gli infissi in un edificio, ma poi li lascio sempre aperti, il risparmio energetico può essere persino inferiore a quello che si ottiene con vecchi infissi però controllati grazie all’automazione”.