Videocitofono Open-Eyes: sicurezza a distanza


Tra le startup più innovative ora attive sul mercato dell’IoT la ligure i2make, ovvero “internet per fare”, riveste un ruolo di primo piano. La ragione di i2Make è che internet, e nello specifico Internet of Things, permette di migliorare la vita e dare una mano alle persone alle prese con le cose di tutti i giorni. Per questo l’azienda si è lanciata nella progettazione e produzione di Open-Eyes, videocitofono intelligente che non solo avverte da remoto chi suona alla porta, ma si può personalizzare in base alle necessità dell’utente. Basta saper usare lo smartphone.

L’invenzione è valsa a i2make un posto tra i 100 migliori progetti alla Maker Faire Rome e la possibilità di partecipare a SMAU Milano nello spazio Startup, in rappresentanza della Liguria. «Le cose intelligenti ti cambiano la vita», spiega Alessandra Cislaghi, che ha creato Open-Eyes e fondato i2make assieme al marito e al figlio. «Molti oggetti attualmente sul mercato non sono realmente intelligenti, sono solo upgrade dei sistemi vecchi. Oppure: non si acquista un pacchetto completo, ci si ritrova a dover utilizzare diverse applicazioni».

Com’è nata l’idea del videocitofono intelligente?
«L’idea è stata di mio figlio: dovevamo fare un’uscita di famiglia, ma al contempo dovevamo aspettare un corriere per la consegna di un pacco. Al che Davide disse che sarebbe stato bello uscire e allo stesso tempo avere la possibilità di aprire la porta al corriere per lasciare il pacco a casa. Detto fatto: qualche tempo dopo mio marito si è messo a lavorare su questa app e ha creato Open-Eyes».

Che, come diceva in precedenza, non è un semplice upgrade dei vecchi citofoni.
«Tutt’altro. L’unica cosa che il videocitofono classico riesce a fare è segnalare a chi è in casa la presenza di qualcuno alla porta. Open-Eyes consente invece di sapere se qualcuno è arrivato a casa tua senza dover essere presenti fisicamente. Così si può aprire la porta al corriere, ma anche tenerla ben chiusa per questioni di sicurezza».

Cioè?
«Se mia madre, anziana, è da sola a casa, con Open-Eyes posso rispondere io al citofono e vedere chi è alla porta, senza che corra il rischio di aprire a qualche truffatore o approfittatore. Il sistema poi può essere integrato facilmente con delle telecamere in modo tale che si possa vedere chi c’è alla porta».

Immaginiamo che sarete richiesti.
«Stiamo avendo parecchi contatti da quando l’abbiamo lanciato. Ci hanno cercato diversi affittuari Air BnB, interessati perché in questo modo possono aprire ai loro ospiti senza essere immediatamente in loco. Oltretutto, noi facciamo progetti su misura e siamo sempre pronti a fornire consulenze. Ad esempio, nel caso dei bed and breakfast, possiamo integrare Open-Eyes con altre applicazioni, utili nel momento in cui si apre la porta ai propri ospiti, per esempio facendo partire la musica e alzando le tapparelle nel momento in cui entrano in casa. Non manca poi chi vuole informazioni sul prodotto, attirati dal fatto che il nostro software è open source, quindi modificabile da terzi. Oltretutto, la presenza dentro l’incubatore Digital Tree, l’hub di intelligenza artificiale di Genova, ci aiuta ad entrare in contatto con potenziali acquirenti più facilmente».

Quindi i riscontri sono tendenzialmente favorevoli.
«L’osservatorio dell’IoT ci ha comunicato che la nostra è startup all’avanguardia e che mira al futuro perché offre un prodotto davvero intelligente. Questi riconoscimenti sono importanti, perché al momento, anche se il nostro prodotto funziona, ci sono ancora tanti passi in avanti da fare. È difficile che una persona comune, se non è curiosa da un punto di vista tecnologico, pensi di volere un videocitofono da remoto come Open-Eyes. Il passaggio alle smart home si sta dimostrando lento e difficile, siamo rigidi nell’adattare gli oggetti di uso comune all’IoT, in più le grosse aziende vogliono tenere il più possibile i loro monopoli, ma in un mondo che evolve a questa velocità non si può restare fermi sulle proprie posizioni: bisogna aprirsi al futuro e al cambiamento».

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