FiberCop “wholesale only”: la decisione Agcom che può accelerare la fibra e l’economia degli smart building

12 Maggio 2026 Luca Baldin


Agcom riconosce FiberCop come operatore wholesale only dopo la separazione della rete TIM. La nuova regolazione, che recepisce le osservazioni della Commissione UE, può favorire investimenti nella banda ultralarga e sostenere lo sviluppo degli edifici intelligenti.

La rete di telecomunicazioni è sempre più l’infrastruttura invisibile su cui si regge la trasformazione digitale degli edifici e delle città. In questo contesto si inserisce la decisione dell’Agcom di riconoscere FiberCop come operatore “wholesale only”, cioè attivo esclusivamente nella gestione e nella fornitura all’ingrosso dell’infrastruttura di rete agli operatori di telecomunicazioni.

Il provvedimento arriva dopo la separazione della rete di accesso di TIM, completata nel 2024, e conclude un lungo percorso regolatorio che ha coinvolto anche la Commissione europea. Bruxelles aveva inizialmente sollevato alcune osservazioni sulla proposta italiana, ritenuta prematura e basata su informazioni ancora incomplete, invitando l’Autorità a considerare anche gli esiti delle verifiche dell’Antitrust sul Master Service Agreement tra FiberCop e TIM.
Nella versione definitiva della delibera, Agcom ha recepito queste indicazioni aggiornando l’analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa e dei servizi di capacità dedicata all’ingrosso. Il risultato è una nuova fotografia della concorrenza infrastrutturale in Italia: crescono le aree considerate competitive – dove gli obblighi regolatori possono essere alleggeriti – mentre nelle zone con minore concorrenza FiberCop resta soggetta agli obblighi tipici degli operatori con significativo potere di mercato, tra cui accesso non discriminatorio alla rete e condizioni economiche eque per gli operatori.

Il modello wholesale only punta proprio a rafforzare la neutralità dell’infrastruttura: la società che gestisce la rete non compete direttamente nel mercato retail, ma mette l’infrastruttura a disposizione di tutti gli operatori in condizioni paritarie. In teoria, questo assetto può favorire sia la concorrenza nei servizi sia gli investimenti nelle reti a banda ultralarga.

Il tema non riguarda solo il settore delle telecomunicazioni. La disponibilità di connettività in fibra affidabile e capillare è infatti una condizione sempre più decisiva per lo sviluppo degli smart building e, più in generale, degli ecosistemi digitali urbani.
Edifici intelligenti, sistemi di gestione energetica, sensoristica IoT, sicurezza integrata e piattaforme di building automation richiedono reti ad alte prestazioni, stabili e scalabili. Senza infrastrutture digitali solide – a partire dalla fibra ottica – anche le soluzioni più avanzate di smart building rischiano di non esprimere tutto il loro potenziale.
Per questo motivo la decisione dell’Agcom rappresenta un passaggio rilevante anche per la filiera dell’edilizia tecnologica e delle infrastrutture digitali: definire regole più chiare per la gestione e l’accesso alla rete può contribuire ad accelerare la diffusione della banda ultralarga, creando le condizioni per edifici sempre più connessi, efficienti e integrati nei servizi digitali delle città.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.