Cellnex ti fa telefonare allo stadio e nella metro


Alla vigilia di un evento come Smart Building Levante, il 22 e 23 novembre a Bari, diventa oltremodo prezioso interfacciarsi con Giacomo Palumbo, responsabile commerciale della rete DAS (Distributed Antenna System) e Small Cell di Cellnex Italia, primo operatore indipendente nel nostro Paese nel mercato delle infrastrutture di telecomunicazioni, specializzato nella fornitura di servizi e capacità di copertura per le comunicazioni cellulari/radiomobili. Cellnex Italia a sua volta fa parte del Gruppo Cellnex Telecom S.A. – leader europeo nel mercato delle infrastrutture di telecomunicazioni, con oltre 28 mila siti attivi in ​​tutta Europa.

Palumbo ha voce in capitolo su un tema fondamentale come la continuità di segnale, necessità prioritaria sia in aree densamente popolate che in ambienti chiusi. La soluzione costituita da una rete di Small Cell, scatole munite di mini-antenne, a basso impatto visivo e di facile applicazione, su un palo della luce come nei soffitti di una metropolitana o di un grattacielo, si rivela di straordinaria efficacia nel garantire e ottimizzare la copertura cellulare di tutti gli operatori telefonici nazionali a cui Cellnex offre il proprio servizio.

Dottor Palumbo, a quali livelli di eccellenza sono giunti gli interventi di Cellnex?
«Un esempio recente, riportato dalle cronache, riguarda la serata in cui Totti saluta lo stadio Olimpico nel giorno del suo addio. È una di quelle circostanze in cui migliaia di smartphone in piena funzione sono uguali al numero dei presenti, fra i quali non c’è nessuno che resista alla tentazione di scattare e postare sui canali social foto in serie, o di girare un video in streaming. Tutto è andato liscio grazie all’azione dell’impianto DAS e Small Cell installato da Commscon, società del Gruppo Cellnex Italia, che ha garantito dal primo all’ultimo secondo un segnale adeguato a tutti i terabyte richiesti da una copertura continua e integrale dell’evento».

D’altra parte, nel calcio siete di casa, ormai.
«Vero, garantire le coperture di impianti come l’Estadio Wanda Metropolitano dell’Atletico Madrid, San Siro a Milano o lo Juventus Stadium di Torino hanno costituito sfide importanti, fornendo fra l’altro un primo know-how per l’ammodernamento tecnologico degli stadi italiani».

Fra due settimane saranno i giorni di Smart Building Levante, quali sensazioni genera un evento del genere?
«Noi ci andremo come visitatori estremamente interessati al dinamismo e alle eccellenze di una manifestazione che è in realtà fortemente rappresentativa di un Sud Italia poco raccontato, dove tutta la Puglia, solo per fare un esempio, è interessata da fenomeni di innovazione tecnologica di cui tenere conto».

Quale “polso” ha Cellnex Italia di questa situazione?
«Quello dovuto a una presenza capillare rivolta alla digitalizzazione dell’intero Paese, meridione compreso. Qualcosa che scaturisce da accordi importanti come quello stipulato con la BEI, la Banca europea per gli investimenti. In concreto, ne deriva una presenza attualmente distribuita in oltre ottomila torri sparse per la penisola».

E specificamente per la Puglia, quale quadro avete?
«Un esempio illuminante riguarda la presenza delle nostre mini-antenne sia all’interno della stessa Fiera del Levante di Bari, che del centro storico di Lecce: futuro tecnologico e patrimonio artistico coperti dal medesimo servizio».

Tutto ciò ora si arricchisce con l’avvento della tecnologia 5G, di cui proprio Bari è una delle cinque città pilota in Italia.
“A questo proposito è bene ricordare che Cellnex nasce in Spagna, dove ha partecipato da protagonista alla digitalizzazione di Barcellona, metropoli smart a cui tutto il mondo guarda come a un modello. È con questo know-how che ora operiamo nella sperimentazione 5G anche in altre città pilota come L’Aquila e Prato».

Con quali risultati?
«La creazione di nicchie di potenziamento ricavate all’interno della rete telefonica e finalizzate a rendere operativo l’Internet of Things, ovvero il moltiplicarsi di relazioni intelligenti fra gli oggetti, oltre che fra gli uomini e gli oggetti stessi. Semplici sensori privi di fili, e alimentati da batterie che potranno durare anche cinque anni, governando rilevatori di fumo, sistemi di sicurezza, apertura e chiusura porte, impianti di illuminazione e via dicendo».

Prossimi passi che Cellnex si propone di fare?
«Continuare a dare valore aggiunto a ogni metro quadro che andiamo a coprire. Può essere nei tredici nuovi grattacieli di Milano, come all’interno di catene della grande distribuzione, dove Cellnex ha stretto accordi con Esselunga e Ikea».

Quale identikit deve avere un installatore che intende operare per Cellnex Italia?
«Deve essere certificato, in grado di adeguarsi punto per punto ai nostri disciplinari, che sono quelli, molto rigorosi, di una società quotata in Borsa. E poi deve essere preciso quanto veloce, perché Cellnex lavora utilizzando i budget a breve termine messi a disposizione dagli operatori telefonici. Con la mission di essere rapidamente perfetti».

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