Più economici e più intelligenti, i robot che ci cambieranno la vita

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Non particolarmente annunciata, né analizzata così di frequente, la rivoluzione dei robot è ormai in pieno corso. Uno dei segnali più importanti della sua accelerazione è dato dai prezzi, sensibilmente calati anche in questo 2019. Sia a casa che fuori, l’automa low cost imperversa, fa tendenza, obbliga a rivedere conti e strategie di mercato. Per fare un esempio generalista, solo pochi anni fa era impensabile che divenisse accessibile anche a famiglie dal reddito medio-basso un economico aspirapolvere-robot fino a un’ora di autonomia, in grado di svolgere le sue mansioni in un appartamento di medie dimensioni, eppure è quanto garantito da prodotti attualmente in circolazione, di prezzo inferiore ai 180 euro.
D’altra parte, la convivenza con il robot è un elemento ricorrente in seno a una società in cui si fa sempre più forte l’imprinting dell’industria 4.0. È un contesto in cui una crescita diffusa della domanda di automazione si accompagna a prezzi sempre più bassi e convenienti, e a mansioni sempre più estese e articolate affidate agli assistenti automatizzati della manodopera umana, realizzati potendo contare su microchip più potenti, batterie di maggior durata e reti Hi-Tech sempre più sviluppate rispetto a un recente passato. Sono tutti elementi che campeggiano all’interno di “How robots change the world”, come i robot cambiano il mondo, analisi di mercato appena presentata al pubblico dalla società di consulenza Oxford Economics.
Fra le indicazioni più salienti emerse da questo studio, spicca il ruolo leader dell’Asia nella produzione robotica, tramite quanto si realizza in Cina, Taiwan e Corea del Sud, con posizioni di rincalzo assunte da India, Brasile e Polonia, e ruoli più marginali, rispetto a dieci anni fa, oggi attribuibili a Stati Uniti ed Europa, che assieme producono attualmente il 40% dei robot messi in commercio, contro il 50% del 2009. La leadership della Cina si spiega facilmente con la crescita continua in quel Paese dell’industria automobilistica, settore manifatturiero dove l’apporto dei robot è diventato preponderante. Altro dato da sottolineare riguarda l’imminente sviluppo della robotica nel settore dei servizi, e non solo in quello industriale. Un passo determinato anche dalle crescenti applicazioni dell’intelligenza artificiale, grazie a cui gli automi possono diventare protagonisti in settori come la logistica e la movimentazione merci.
Un’altra indagine, “A day in the sentient world of 2030”, svolta dalla società di ricerca Frost & Sullivan, prevede per il 2030 il 50% di insegnanti virtuali nelle scuole, e un ruolo sempre più decisivo assunto dagli assistenti-robot nella vita quotidiana di famiglie e single. Dell’automazione futura si parlerà alla Milano Smart City Conference, programmata in concomitanza con la fiera dell’integrazione Smart City Expo, dal 13 al 15 novembre a Fiera Milano, Rho.