Smart Building Expo a sei mesi dall’apertura

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Intervista con Luca Baldin, project manager

 

Dopo l’ottimo esordio del 2017 e l’evento di midterm di Bari del 2018, come si presenta Smart Building Expo a sei mesi dal taglio del nastro?

La seconda edizione è sempre la più difficile, perché l’attesa è cresciuta e ci si aspettano non solo conferme, ma sviluppi importanti e noi assieme a Fiera Milano stiamo lavorando proprio in quella direzione. L’edizione 2019 penso stupirà positivamente i molti che stanno guardando a questo evento come un tassello mancante del panorama fieristico nazionale.

Quali sono le principali novità di Smart Building Expo 2019?

Sono numerose, alcune già pronte ed altre, molto importanti, prossime ad essere ufficializzate e che moltiplicheranno esponenzialmente la forza di questa manifestazione che, non a caso, ha già a catalogo player di primissimo piano, anche grazie al focus sulla Smart City che sta sviluppando un grande interesse e che attirerà un pubblico molto qualificato. 

Se dovesse riassumere la filosofia che sottende alla nuova edizione di Smart Building Expo, che termine utilizzerebbe?

Quello che abbiamo scritto nel sottotitolo della manifestazione: la fiera dell’integrazione. Dove per integrazione intendiamo la convergenza tecnologica. Il fatto più eclatante a cui stiamo assistendo grazie al digitale è la sua pervasività; la sua capacità di modificare ogni ambito introducendo “intelligenza” nei comparti più disparati, dalla home and building automation all’efficientamento energetico passando per la generazione di big data e il loro utilizzo attraverso l’intelligenza artificiale. Affrontare questi aspetti separatamente non ha davvero più senso e le stesse aziende lo sanno benissimo, come dimostrano le numerose acquisizioni in atto. La nostra ambizione è presentare il mercato delle infrastrutture digitali unito a quello delle applicazioni in ambito building e city; partiamo dalla lingua comune, il digitale, per arrivare alle sue declinazioni, contando sul fatto che un settore strategico come la security è già ampiamente rappresentato da SICUREZZA. La sinergia tra i due eventi è in fondo la loro forza.  

A che punto è il lavoro?

È a buon punto, la proposta è seria e credibile e le aziende se ne sono accorte; posso dire che l’edizione 2019 di Smart Building Expo sarà molto diversa dal numero zero del 2017. La filiera della Home ad building automation è presente praticamente al completo, con tutti i grandi marchi del made in Italy in questo campo, con Vimar, Gewiss e AVE e Carlo Gavazzi in testa, a cui si aggiungono new entry di peso come Bosch e ABB; e se ci spostiamo all’area connettività troviamo colossi come Cellnex, mentre si confermano presenze importanti come Delta Electronics, Nec Display Solutions, SAIA Burgess (Gruppo Honeywell), Beckoff e D-Link, solo per citare le più note, a confermare come una fiera dedicata allo smart building possa catalizzare l’intera filiera, a tutti i livelli, con proposte innovative.

Una fiera che nasce da un rapporto privilegiato col mondo dell’installazione tecnica…

Certo, una vocazione che non vogliamo assolutamente perdere. I tecnici troveranno come sempre una proposta ampissima di aziende che si rivolgono con attenzione a loro, dagli operatori wireless, come Eolo, ai produttori di materiali e tecnologie per le nuove infrastrutture digitali d’edificio, come ad esempio Fibernet e Tecnofiber. Questo solo per citare due marchi molto attivi nel campo della fibra ottica, ma con l’ambizione di proporre loro anche nuove occasioni di business, partendo da un dato evidente: che una fetta ancora preponderante di questo mercato vede negli installatori e nella grande distribuzione il principale intermediario. Continuerà ad essere così, a condizione che riesca a rimanere al passo con l’innovazione tecnologica in atto.

Il che apre un altro capitolo di Smart Building Expo: la formazione.

Certo, la formazione è uno dei punti qualificanti della nostra manifestazione, direi il suo principale marchio di fabbrica. In tre giorni riusciamo a far convergere l’azione di una rete praticamente unica in Italia, fatta di associazioni di categoria, centri di formazione professionale, istituzioni, operatori del settore con cui lavoriamo 360 giorni all’anno grazie alla nostra piattaforma Smart Building Italia, che mette in rete oltre 30.000 operatori del settore. È la nostra “fiera virtuale” che a Milano, ogni due anni, si traduce in Smart Building Expo, la fiera reale organizzata da Pentastudio e Fiera Milano, perché le relazioni più importanti e fruttuose si realizzano ancora guardandosi negli occhi e stringendosi una mano. Dopo la sbornia social anche le aziende lo sanno bene.

Può anticiparci qualche cosa?

Il nuovo focus sulla Smart city troverà la sua massima espressione nella Milano Smart City Conference che si svolgerà in tre intense giornate di lavori su tre pillar:  le reti, la mobility e la security, con panel di assoluto rispetto. Poi ci saranno workshop dedicati ad ognuno dei focus della fiera: dalla nuova domotica, ai sistemi attivi per l’efficientamento energetico, passando per le applicazioni smart per l‘ufficio, il retail, per l’ecosistema delle start up, divenute terreno di confronto anche per le grandi aziende alla ricerca di soluzioni innovative. E un occhio di riguardo lo avremo per l’impatto delle innovazioni tecnologiche sul mercato immobiliare e sulla rivoluzione digitale della progettazione impiantistica, dove BIM, BMS e BEMS costituiranno sempre più il terreno comune di scambio tra professionalità diverse.

Quindi un’attenzione al mondo della progettazione.

Certo, una grande attenzione, perché l’innovazione parte dalla progettazione, e per questo abbiamo avviato un confronto attento con l’Ordine degli Architetti di Milano e con quello degli Ingegneri, così come col Dipartimento ABC del Politecnico con cui collaboriamo dalla prima edizione.

Un evento quindi da non mancare, che farà convergere su Milano tutta l’attenzione del settore.

Certo, ed è giusto sottolineare su Milano: smart city per eccellenza e città a forte vocazione internazionale che oggi costituisce la vera, unica locomotiva italiana in termini di capacità di innovazione, a cui vogliamo affidare anche il compito, non semplice, di volano per tutti i territori che vorranno/sapranno seguirla nella sua scommessa sul futuro.