Italiani, una voglia matta di 5G per telefonare, abitare e giocare meglio

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Una voglia matta e diffusa di 5G come garanzia di Smartphone sempre connessi, rapidi, duttili, performanti. Costi quel che costi.

In un’Italia dove 39 intervistati su 100 all’interno di una ricerca della multinazionale svedese Ericsson dichiarano di soffrire eccessivamente la congestione di traffico nelle grandi città, l’arrivo dell’internet di nuova generazione, il 5G più veloce e più “capiente” di dati, è ormai considerato indispensabile e prioritario. È una “fame” di qualità che questa indagine di Ericsson, intitolata “5G Consumer Potential”, certifica con numeri non contestabili, come il 45% di intervistati che si aspetta l’arrivo a pieno regime del 5G entro il 2020.

Si sale a un significativo 69% quando la domanda riguarda il prezzo da pagare per questa novità. Oltre due terzi degli intervistati si dichiarano infatti disposti a pagare abbonamenti più costosi pur di ottenere i benefici annunciati con l’arrivo del 5G. Si parla dunque di connessione forte e chiara nelle zone ad alta densità di traffico telefonico, di dotazione di sensori da utilizzare per rendere intelligente la propria abitazione, di mappe in realtà aumentata fino al dettaglio infinitesimale, di telefonate “olografiche” con effetti tridimensionali.

Uno degli aspetti più rilevanti di questa ricerca riguarda la reale predisposizione del pubblico italiano ad accogliere le novità del 5G, come dimostra il 30% di intervistati da cui si apprende che nelle loro abitazioni ci sono almeno dieci dispositivi connessi, confermando quella multiformità di scenari per cui il 5G è stato pensato ed elaborato. Con ineluttabili riflessi ludici, gli stessi a cui rimanda la prima edizione del 5G ESL Mobile Open, primo torneo mobile di sport virtuali, meglio noti come eSport, organizzato in modo che le finali saranno disputate interamente via internet 5G, con primo premio di 165mila euro tale da giustificare le iscrizioni raccolte da diciassette Paesi, Italia compresa. A Milano le finali fissate per il 28 e 29 settembre, nell’ambito del Milan Games Week.

Sono tutti dati di cui Ericsson farà certamente tesoro. Non è infatti un mistero che il colosso svedese sia uscito a tempo debito dalla competition scatenatasi a livello globale attorno ai prodotti di consumo della telefonia mobile, per riposizionarsi in quel settore delle infrastrutture e dei servizi a cui è legato l’inizio delle proprie fortune. Destino analogo a quello del marchio finlandese Nokia, i cui telefonini mignon, a loro tempo vincenti per la comodità d’uso, sono ormai pezzi di modernariato hi-tech. Entrambi i brand del nord Europa si sono riposizionati alla grande in ambito 5G, dove si dividono il 50% delle infrastrutture portanti, con conseguenti benefici finanziari. A questi ultimi rimandano l’aumento su base annua del 50% del titolo Ericsson, e del 20% del titolo Nokia.