Toyota versus Hyundai, sfida nei cieli per i primi taxi volanti

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A volte “c’azzeccano” anche i film di fantascienza. Fra diverse profezie mancate per il 2019 in cui era ambientato, il famoso “Blade Runner” girato quasi 40 anni fa dal regista inglese Ridley Scott, ha indovinato l’avvento dei taxi volanti. Lo fa sapere Joby Aviation, giovane azienda aerospaziale americana specializzata in taxi volanti, rendendo noto di avere ricevuto solo dalla multinazionale giapponese Toyota 394 milioni di dollari per lo sviluppo commerciale dei propri eVTOL, taxi-elicotteri che, oltre al pilota, prevedono posti per quattro passeggeri, possiedono un’autonomia di volo di 240 chilometri raggiungendo i 320 orari. Con questo finanziamento Joby Aviation giunge a un incasso di 720 milioni di dollari ottenuti nei dieci anni della sua storia.

Ma non sta con le mani in mano nemmeno Uber, colosso americano dei trasporti alternativi, fresco di joint-venture con la coreana Hyundai per la produzione del velivolo AS-1, presentato al CES, la fiera hi-tech di Las Vegas. Meglio noto come Urban Air Mobility Vehicle, AS-1, nei fatti veicolo Hyundai dotato di software Uber per il volo, decollerà e atterrerà in verticale, dotato di quattro posti per passeggeri, e coprirà distanze fino a 100 chilometri viaggiando a 300 all’ora a un’altitudine compresa fra i 300 e i 600 metri. Secondo Uber i primi servizi effettivi saranno realtà entro il 2023, mentre Hyundai ha per ora stime più prudenti. Dipenderà molto dalla concorrenza sui cieli.