Cercansi hacker sedicenni per contrastare il terrorismo informatico

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

Appello ai ragazzi italiani, nati e cresciuti a pane e PC, per dare il loro apporto alla cybersecurity da cui dipende la tutela della nostra privacy, dei nostri risparmi, del nostro lavoro. È un appello concreto, espressamente rivolto agli studenti di scuola superiore, chiamati in causa dal Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. In seno al Cini opera il Laboratorio nazionale di cybersecurity, che ha inviato una circolate a sedicimila scuole superiori italiane, invitando i loro studenti a partecipare alla quinta edizione del CyberChallenge, programma di addestramento per specialisti in sicurezza informatica, compresi fra i 16 e i 23 anni (vi possono quindi partecipare anche universitari).

La ricerca dei cosiddetti “hacker etici”, in grado, grazie alle loro conoscenze, di addentrarsi nei meandri della Rete per prevenire l’utenza dai blitz informatici, rimanda alla potenziale gravità di una situazione in cui le risorse del sabotaggio informatico appaiono sempre più dotate tecnologicamente, nonché orientate a creare danni del più vario genere alla comunità degli utenti: violando la privacy, diffondendo Fake News destabilizzanti, contaminando le consultazioni elettorali, attuando forme abnormi di concorrenza sleale sul piano commerciale: a proposito di quest’ultima fa testo il caso della Heritage Company, fiorente azienda americana di telemarketing costretta a chiudere nel giro di poco tempo, mettendo sulla strada 300 dipendenti, dopo che il suo sistema operativo è stato irrimediabilmente infettato da un attacco informatico, meglio noto come “Ransomware”.

Ai potenziali pericoli della Rete e alla necessità di investire risorse ingenti in cybersecurity, per tutelare la nostra libertà futura, dedica ampio spazio un apposito reportage di Agenda Digitale, giornale di riferimento per il digitale nella pubblica amministrazione.