Voucher per portare più fibra nelle aziende italiane

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Voucher per incentivare la domanda di fibra da parte degli italiani, battendo a tappeto le cosiddette “aree grigie”, connesse in modo limitato. Un’urgenza dettata dal fatto che in Italia distretti industriali e imprese gravitano in buona parte in aree grigie modestamente servite. Lo ha stabilito il Cobul, comitato banda ultralarga, riunitosi a Roma sotto la presidenza del ministro per il Sud, Barbara Lezzi. A beneficiare di questi voucher, probabilmente triennali, saranno piccole e medie imprese, scuole e centri impiego.

La misura dei voucher fa parte di una strategia di sviluppo della banda larga indispensabile per far compiere all’Italia un necessario salto di qualità. A cominciare da quello che porta a una sospirata promozione nella classifica DESI, l’annuale graduatoria pubblicata dall’Unione Europea sulla digitalizzazione dei Paesi membri, dove l’Italia resta ancorata per il 2019 al ventiquattresimo posto su ventotto.

Uno degli handicap che relega il nostro Paese in “zona retrocessione” della classifica DESI riguarda proprio i suoi carenti livelli di connettività, dovuti in parte anche alla conformazione del territorio italiano, dove il 70% dei comuni è costituito da centri sotto i cinquemila abitanti, poco appetibili dai grandi operatori. Problema che si risolve intensificando le iniezioni di fibra ottica su tutta la penisola, secondo i piani previsti da Open Fiber, operatore che si è aggiudicato i bandi pubblici finalizzati allo sviluppo della fibra ottica in tutta Italia.

Per quanto riguarda le aree bianche, ancora “vergini” in termini di connettività, Open Fiber conta entro il 2019 di ultimare i propri interventi di cablaggio in 800 comuni italiani, avviando nel contempo la commercializzazione delle prime aree, una volta ultimati i collaudi necessari.