Una Legge di Bilancio più sostenibile con bonus edilizi e auto elettrica

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Molte le proroghe, a cominciare da quella per il Superbonus al 110%, nella manovra finanziaria appena varata.

A guardarla con l’occhio della politica è stata la “solita” Legge di Bilancio, caratterizzata da polemiche, emendamenti a pioggia, voto di fiducia e approvazione in extremis. A valutarla, però, nell’ottica della green economy questa manovra finanziaria offre molti contenuti e probabilmente sarà così anche negli anni a venire, considerati gli obiettivi sempre più stringenti posti dall’Unione europea in tema di sostenibilità del continente.

Assente nella prima versione e poi introdotto con un emendamento, non manca all’appello l’intervento più atteso ovvero la proroga del Superbonus al 110%. Peccato che si tratti di un provvedimento a metà, nel senso che la scadenza viene sì posticipata di un anno, da fine 2021 al termine del 2022, ma soltanto a  beneficio di coloro che al 30 giugno 2022 avranno già effettuato i lavori di ristrutturazione per almeno il 60% del totale. Una proroga “breve” frutto della dialettica fra i partiti, che premevano per un maggior lasso di tempo, e il più rigido Ministero dell’Economia. Facile quindi prevedere che il tema di un’ulteriore estensione dei termini si riproporrà in futuro.
In realtà oltre alla proroga, il governo ha sfruttato la manovra finanziaria per rimettere mano in più punti al meccanismo del Superbonus. In estrema sintesi, sono state approvate norme che allargano l’ambito d’applicazione della detrazione al 110%, rivedono i limiti di spesa per l’installazione delle colonnine di ricarica elettriche e modificano il processo di approvazione condominiale.

Il ricorso alla proroga ha riguardato altri provvedimenti “sostenibili” che andavano a scadenza a fine 2020. È il caso del Bonus ristrutturazioni, adesso esteso per tutto l’anno in corso, che riguarda soprattutto gli interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali, con la previsione di una detrazione del 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 96mila euro per unità. Identico allungamento dei termini per il cosiddetto Ecobonus, che permette la detrazione del 50% delle spese per il rifacimento degli infissi, schermature solari e biomassa, oltre che la detrazione del 65% per tutte le altre tipologie di intervento edilizio.

Esteso a tutto il 2021 anche il Bonus verde per sistemare i giardini e i terrazzi. In questo caso i privati possono usufruire di una detrazione Irpef fino al 36% delle spese sostenute, su un tetto massimo di 5.000 euro. Ben più consistente il possibile beneficio economico derivante dal ricorso al Bonus facciate, prorogato per l’anno in corso e relativo alla detrazione fino al 90% dei costi sostenuti, senza tetti massimi di spesa, per il rifacimento delle facciate esterne degli edifici residenziali, praticamente in quasi tutte le aree abitabili del Paese.
Per quanto riguarda il Bonus mobili, nella Legge di Bilancio ci sono due modifiche. Da un lato viene spostata al 31 dicembre 2021 la scadenza della detrazione al 50% (ottenibile soltanto nell’ambito di una ristrutturazione edilizia), per le spese relative all’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Dall’altro lato, si è proceduto all’innalzamento da dieci a 16mila euro del tetto massimo di spesa.

Segnaliamo poi l’introduzione di una nuova agevolazione, battezzata come Bonus idrico. Si tratta del recupero fino a 1.000 euro per gli interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto, nonché degli apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti, con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, il tutto su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

Infine, nella manovra finanziaria è contenuto un provvedimento significativo relativo alla mobilità sostenibile, anche se all’elevato impatto mediatico non è detto che corrispondano analoghi effetti concreti. Ci riferiamo allo sconto del 40% sull’acquisto di auto elettriche con prezzo di listino inferiore a 36.600 euro e di potenza fino a 204 CV. A destare perplessità non è tanto la limitazione alle famiglie che hanno un indice ISEE inferiore ai trentamila euro, ma il fatto che il provvedimento in vigore per tutto il 2021 è stato finanziato per ora con appena 20 milioni di euro.