Auto elettriche, i soldi dell’Ecobonus vanno e vengono


Di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno. Non è mai un buon segno quando si associa un detto popolare agli effetti di un provvedimento pubblico, ma purtroppo la frase calza a pennello per coloro che, pochi giorni fa, hanno percorso mestamente la via del ritorno da un concessionario automobilistico dopo essersi sentiti dire che gli incentivi per l’acquisto dell’auto elettrica prenotata poco prima sono in realtà finiti. Eppure, dall’inferno si può anche ritornare, se è vero che il due settembre gli incentivi sono ritornati in gioco grazie a un intervento last minute in un’altra italianissima vicenda dopo quella dello switch off televisivo improvvisamente rimandato a data da destinarsi.

Ma cerchiamo di andare con ordine, se di ordine si può parlare in una storia dove a farla da padrone sembra essere l’improvvisazione e l’estro del momento. Nel non lontano inizio di agosto è arrivata una notizia accolta giustamente con soddisfazione, ovvero lo sblocco dei nuovi incentivi per l’acquisto di auto ecologiche previsti dal decreto Sostegni bis. Il tutto con la possibilità di prenotare sulla piattaforma del ministero dello Sviluppo economico, ecobonus.mise.gov.it, i bonus per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 135 g/km di CO2, con e senza rottamazione. Peccato che, nello specifico, dei 260 milioni stanziati per l’acquisto di auto nuove ben 200 hanno in realtà hanno rifinanziato un fondo esaurito l’8 aprile scorso, destinato anche alle auto a benzina e gasolio a basse emissioni, ossia con CO2 compresa tra 61 e 135 g/km. Gli altri 60, invece, avrebbero dovuto rimpinguare il fondo destinato al cosiddetto Extrabonus per le auto con emissioni fino a 60 g/km, cioè elettriche e plug-in con prezzo non superiore a 50 mila euro.

Come era facile prevedere, la coperta destinata alle auto effettivamente non inquinanti, si è rivelata fin troppo corta, e questo anche per un’ulteriore complicazione. L’Extrabonus, infatti, non va confuso con l’Ecobonus, ovvero l’agevolazione prevista dalla legge di Bilancio 2021 che a gennaio ha messo sul piatto 290 milioni di euro per l’acquisto, appunto, di vetture con emissioni fino a 60 g/km. E soltanto ricorrendo all’Ecobonus (con sconto fino a seimila euro sulla singola vettura) il cliente può aggiungere l’Extrabonus (sconto fino a duemila euro) sempre che, altro vincolo, il concessionario preveda a sua volta uno sconto sull’auto in questione. Ebbene, i nodi sono venuti tutti al pettine il 25 agosto scorso con l’esaurimento, ampiamente annunciato, dei fondi per l’Ecobonus che, a cascata, ha di fatto bloccato l’accesso anche all’Extrabonus…

Il due settembre, come detto, un ulteriore colpo di teatro, anche se dubitiamo essere l’ultimo, vale a dire la decisione del governo di inserire nel cosiddetto decreto Infrastrutture (prima noto come decreto Trasporti) una misura che sposta nel fondo Ecobonus i 57 milioni di euro attualmente giacenti nel fondo Extrabonus. Soldi, aggiungiamo noi, che andranno a loro volta esauriti in poche settimane, sia per l’esiguità della cifra complessiva, sia perché una parte dovrà andare a “sanare” le situazioni di cui parlavamo all’inizio dell’articolo. Più in generale, dipanandoci da questa intricata vicenda, resta una considerazione di fondo. Recentemente l’Unione europea ha stabilito che a partire dal 2035 (non il 2135), non potranno più essere venduti veicoli con motore termico, delineando quindi una transizione epocale che nei prossimi anni determinerà acquisti di auto elettriche per centinaia di miliardi (non milioni) nel Vecchio continente. Sarebbe quindi auspicabile calibrare il tutto nei prossimi immancabili provvedimenti destinati al mercato dell’auto italica, possibilmente evitando al cittadino di equiparare l’ingresso in concessionaria a quello in una sala slot.