In Emilia-Romagna si sperimenta la smart city


La smart city è una sfida seria, specie nel senso di riempire quel concetto altrimenti bello quanto vuoto di contenuti, di funzioni che possano effettivamente servire per la gestione intelligente della città.  Tipo: parcheggi, monitoraggio della qualità dell’aria, rilevazione incendi, sicurezza domestica, illuminazione a basso costo, smaltimento dei rifiuti, gestione delle flotte veicolari, agricoltura di precisione, consumi energetici degli edifici.

La sfida della smart city l’ha raccolta Lepida, la SpA della Regione Emilia-Romagna che da dieci anni si occupa dello sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione allo scopo di favorire l’attuazione delle politiche digitali dei territori, in particolare in linea con il dettato dell’Agenda Digitale.

Nella newsletter del dicembre scorso Lepida ha, infatti, comunicato che intende promuovere la sperimentazione e la successiva realizzazione di una rete pubblica Internet of Things basata sulla tecnologia LoRa (acronimo inglese di Long Range, è una connessione wireless punto-punto in banda libera 868Mhz) che sarà messa a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni come dei privati cittadini e servirà innanzitutto a fare quello che l’intelligenza digitale serve alle città e ai territori: raccogliere cioè i dati generati da migliaia di sensori e renderli disponibili sia ai proprietari dei sensori che ai vari ambiti della Pubblica Amministrazione per capire quali strategie disegnare in termini di efficienza, risparmio e sostenibilità.

Come si legge nel testo, Lepida «ha predisposto un protocollo di sperimentazione proponendolo ad alcuni territori pilota e rendendosi disponibile ad approfondirlo con i soci che manifestino interesse». All’invito hanno già risposto L’Unione Reno, Lavino e Samoggia ed ora si sta procedendo ad analizzare la possibile integrazione della sperimentazione con altre in corso nel Comune di Parma e nei Comuni dell’area Nord di Modena in collaborazione con AIMAG. Tale protocollo impegna Lepida e i firmatari «a definire un progetto che consenta da un lato di coprire il territorio attraverso l’installazione di tecnologia LoRaWAN, dall’altra di raccogliere i dati di sensori di interesse locale, di inviarli a un server centrale attraverso la Rete Lepida e di metterli a disposizione in cloud, attraverso API (sistema che semplifica il “dialogo” tra applicazioni) o, nel caso della PA, tramite la piattaforma SensorNET».

Con SensorNET, e utilizzando tecniche di Big Data Analytics, «ogni soggetto avrebbe a disposizione un sistema di monitoraggio indoor ed outdoor dei sensori presenti sul proprio territorio basato su un sistema di raccolta in cloud e profilato per ciascun socio aderente in grado di utilizzare al meglio le tecnologie IoT sulla rete LoRaWAN», spiega infine il testo di Lepida.

Più che una smart city, in Emilia-Romagna si sta progettando la creazione di un’intera Regione smart.

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