Giacomo Dalla Chiara: ottimizzare lo Smart Parking per le città del futuro

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Lo scienziato vicentino parla dell’importanza di parcheggi evoluti nell’ottica di città sempre più sostenibili, per cittadini e scambi commerciali

Il 30enne vicentino Giacomo Dalla Chiara, ricercatore associato in Statistica all’Università di Seattle, è tra i massimi esperti al mondo del cosiddetto “ultimo chilometro”, ovvero il percorso finale dei veicoli commerciali alla ricerca di parcheggio.
In America la Home Delivery – consegna a domicilio, è la tendenza dominante dell’e-commerce – afferma – e basta far pervenire al corriere una copia digitale delle proprie chiavi, e al ritorno a casa si può trovare qualsiasi pacco pronto per essere scartato”. Sicuramente un’ottima agevolazione per il cliente, ma pratica spesso complicata per i corrieri, “costretti a parcheggiare dove e come capita”.
Tematica più che mai attuale, non solo negli States, come delineato da Dalla Chiara nella sua recente relazione al Transportation Research Bond proprio sui «Curb Space», spazi pubblici di una città destinati alle soste. Durante il summit dei massimi esperti di logistica metropolitana, a Washington, lo scienziato ha delineato come in una metropoli di sei milioni di abitanti come Singapore si calcola una media di 40 mila spostamenti giornalieri di mezzi commerciali e, ipotizzando che siano di un chilometro l’uno, il risultato si avvicina alla lunghezza dell’equatore terrestre, come se i furgoni facessero un giro del mondo al giorno.
Professionisti pluri-laureati come Dalla Chiara sono pronti a fare di una città come Seattle la Smart City del XXI secolo, improntata allo sviluppo sostenibile:

“Mi occupo di Smart Parking perché è evidente che non esiste città sostenibile senza parcheggi evoluti, alla portata di tutti. A Seattle sto svolgendo una ricerca finanziata con un milione e mezzo dal governo federale degli Stati Uniti per l’abbattimento dei cosiddetti Cruising Time, i tempi morti impiegati dai veicoli alla ricerca di un posteggio. Abbiamo calcolato che per ogni spostamento, un furgone di Amazon spreca due minuti e mezzo in Cruising Time. Ciò significa una media di 50 minuti al giorno, con relativi costi aggiuntivi per i corrieri, e tariffe più alte per i clienti, per non parlare dell’enorme impatto inquinante sulla comunità derivato da quasi un’ora di motore acceso moltiplicata per migliaia di mezzi”.

Il tema dello Smart Parking aiuta a comprendere meglio il modello attorno a cui si sviluppano le Smart City sempre più sensibili e connesse:

“Stiamo lavorando con sensori posizionati sotto l’asfalto, in grado di comunicare in tempo reale dove si trovano posti liberi nei vari parcheggi. Questo flusso di dati perviene a un server gestito dalla municipalità in modo che, grazie ad un’apposita app inserita nel cellulare, ogni conducente di furgone commerciale sappia dove dirigersi per ultimare la propria consegna nel minor tempo possibile”.

A Singapore, invece, la scelta è stata differente, vista la maggior densità abitativa: “Qui abbiamo operato direttamente sul momento della consegna, preferendo individuare i punti dei centri commerciali dove posizionare facchini pronti a ritirare i pacchi e a portarli ai destinatari, lasciando il furgone libero di ripartire subito”.
Altro scenario che è già presente, è quello delle cargo bike nel traffico urbano, che da tempo operano in alcune ZTL italiane e che giocano un ruolo determinante proprio su quell’ultimo chilometro.

 

Fonte: Corriere del Veneto