L’Unione Europea spinge sul roll out delle nuove reti in fibra

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Arriva la Toolbox Europea per uniformare le procedure di semplificazione per la realizzazione delle reti di ultima generazione: no alle duplicazioni.

Con l’intento di far procedere in modo armonico i Paesi dell’Unione Europea nell’utilizzo dei fondi del recovery fund e soprattutto in un campo strategico come quello della diffusione della connettività a larga banda, arriva una nuova “raccomandazione” da parte della Commissione Europea che mira a spianare la strada al roll out delle reti di ultima generazione in fibra ottica.

Obiettivo della Raccomandazione UE, che verrà presentata ufficialmente nei prossimi giorni, è quello di semplificare e armonizzare il rilascio dei permessi necessaria alla posa della nuova infrastruttura su tutto il Continente, di facilitare l’ingresso negli edifici pubblici e privati, ma non di meno di disporre di un “single information point” indispensabile a censire tutte le infrastrutture esistenti con il preciso obiettivo di evitare le duplicazioni inutili.

Uno strumento importante che diventerà la linea guida per i provvedimenti dei singoli Governi che, con una tempistica davvero stringente, dovranno adottare provvedimenti coerenti con essa. Entro aprile 2021, infatti tutti i Governi nazionali della Comunità dovranno presentare i loro piani alla Commissione e un anno dopo dovranno rendicontare sullo stato d’avanzamento dei progetti sottoposti.

Guardando alla situazione italiana, occorre precisare che molto è stato fatto in questa materia prima col Dlgs 33/2016 e poi col Decreto Semplificazioni. Così come con l’adozione del Sinfi, il Catasto Unico delle infrastrutture che, tuttavia, appare ad oggi ancora molto lontano dall’essere quel “single information point” a cui fa riferimento la Comunità Europea.

Per esserlo, infatti, mancano all’appello gli impianti verticali di pertinenza dei proprietari degli immobili, lo ricordiamo, previsti per legge dal 2015 in tutti gli edifici nuovi o pesantemente ristrutturati, definendo anzitutto a chi spetti l’accatastamento di quel tratto della rete. Un tema delicato che forse in questa circostanza il Governo potrà affrontare e risolvere una volta per tutte, dando una chiara risposta non solo alla Comunità Europea, ma ai tantissimi che da anni hanno sollevato il problema della diseconomicità della duplicazione degli impianti, prassi purtroppo consolidata nel nostro Paese.