System Integrator? “Un project manager tra elettronica e informatica”

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Una professione dalla difficile definizione che oggi è tra le più richieste e importanti nel mondo tecnologico. Parola di Luca Olearo (32 Connect)

Una figura versatile, capace di avere una visione ampia di un progetto e della sua realizzazione”. Così Luca Olearo, system sensor & device specialist di 32 Connect, racconta la sua figura professionale, ovvero quella del System Integrator, tra i professionisti IT sicuramente quella più complessa e talora difficile da delineare con precisione.

Negli ultimi anni, secondo le statistiche, di oltre 10mila operatori ICT italiani con fatturato oltre i 500.000 euro, system integrator e ISV hanno aumentato l’EBITDA margin dell’1%, in ambiti quali Cloud Computing, Dati e Security.

Questa espansione, e al contempo la difficoltà di delineare precisamente questo ruolo, è dovuta al fatto che si tratta di specialisti che si occupano sì dell’integrazione di sistemi, come dice il titolo stesso, ma che hanno il compito di far dialogare impianti diversi e perciò professionalità diverse, sempre negli ambiti dell’elettronica e dell’informatica”.

Olearo sottolinea come questa figura sia oggi cambiata negli anni: “Un tempo questo termine appariva in ambiti ben delineati, mentre oggi la questione è più complessa e la figura del system integrator ha assunto il valore – a tutti gli effetti – di un project manager a livello tecnico”.
Una figura, quindi, in grado di organizzare un team di professionisti complementari per uno specifico progetto di innovazione digitale: “Uno skill integrator che, se non le possiede internamente, identifica e aggrega specializzazioni per offrire al cliente le migliori soluzioni per gli obiettivi prefissati”.

Gli integratori di sistemi possono lavorare dunque in campi diversi, ma il termine è nato nel contesto delle tecnologie dell’informazione nonché in quelli della difesa e dei media: “Una figura ibrida, se vogliamo, con differenti e ampie specificità nell’ambito tecnologico, che possono, anzi devono, cambiare e integrarsi tra loro a seconda del cliente e dell’applicazione”.

La crescente responsabilità richiesta al System Integrator l’ha portato a diventare un interlocutore unico a livello tecnologico, multidisciplinare e versatile: “La tecnologia, in tal senso, deve dialogare con altri mondi. Per esempio, con architetti, esperti di urbanistica o ingegneri se si parla di progetti declinati al mondo della smart city. E il system integrator opera in settori anche apparentemente lontani da quello tecnologico, come il mondo agrario, riuscendo ad individuare anche qui la professionalità più adatta alla finalità del progetto che segue, magari un agronomo”.

Tanti compiti, aspetti e specificità per una figura professionale ad oggi tra le più richieste del mercato (anzi, della tecnologia in generale – ndr), ma che ad oggi lamenta la mancanza di una vera e propria regolamentazione: “Esattamente come per un project manager, anche nel caso del system integrator non trattandosi di specifiche competenze o ordini professionali non esiste una normativa che possa tutelare queste figure”.

Il system integrator è un manager tecnologico “non necessariamente specialista, ma sicuramente dalla visione aperta e ampia, dalla grande esperienza e dalla capacità di diagnostica e risolutiva”.