Auto elettriche, l’Europa destina tre miliardi e duecento milioni alla ricerca

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Tre miliardi e duecento milioni di euro per la ricerca destinata a produrre batterie per auto elettriche di nuova generazione, più sostenibili ed efficaci. Così in seno alla Commissione Europea si continua sulla strada degli IPCEI (acronimo che sta per Important Projects of Common European Interest) imboccata per la prima volta nel gennaio di quest’anno – su iniziativa di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia – con un analogo percorso riguardante la microelettronica.

Allora si trattava di un miliardo e 75 milioni su progetti mirati a sviluppare investimenti in dispositivi connessi a internet, mentre adesso la cifra si triplica, potendo contare sull’accordo fra sette Paesi sostenitori del nuovo IPCEI: Belgio, Finlandia, Francia, Italia, Germania, Polonia e Svezia. Diciassette sono in tutto le imprese che, collocate in questi Paesi, avranno un ruolo operativo nel progetto, collegate in varia misura a una settantina di partner fra medio-piccole imprese ed enti di ricerca. Secondo una prima stima i tre miliardi e duecento milioni stanziati dalla Commissione Europea dovrebbero fungere da volano in grado di raccogliere altri cinque miliardi di finanziamenti privati.

La Commissione ha varato questo secondo IPCEI nella consapevolezza che le batterie, finora tallone d’Achille delle auto elettriche, che risultano troppo difficilmente ricaricabili, rivestono un ruolo di importanza strategica nello sviluppo di una nuova mobilità a emissione zero necessaria per strutturare e organizzare le Smart City del XXI secolo. Nel piano da approntare per questa nuova mobilità, in un’ottica di mercato in cui contrastare l’attuale dominio dei produttori asiatici, rientreranno con ogni probabilità le batterie al litio, di più lunga durata rispetto ai 300 chilometri attuali, e soggette a tempi di ricarica più celeri.