Sostenibilità: la tecnologia Johnson Controls per Fiumicino


Ogni edificio consuma energia (talvolta sprecandola). La partita dell’efficienza energetica e della sostenibilità non conosce infatti dimensioni, ovunque si possono “mettere le mani” per porre rimedio e garantire risparmio senza compromettere il comfort (anzi, spesso migliorandolo). Esistono, tuttavia, strutture particolarmente grandi e particolarmente energivore per le quali la sfida è davvero impegnativa. Gli aeroporti, per esempio.

Il consumo giornaliero di energia elettrica e termica di un aeroporto di grandi dimensioni equivale, infatti, a quello di una città di 100.000 abitanti e le emissioni di CO2 sono causate principalmente da impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria, che consumano circa il 50% dell’energia totale utilizzata.

È perciò interessante la case history che riguarda Johnson Controls Italy, leader nei prodotti e nelle tecnologie per gli edifici, nelle soluzioni antincendio, di sicurezza integrate e per le installazioni di Building Management System (BMS) e l’intervento effettuato nell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, il maggiore in Italia (quasi 40 milioni di passeggeri da gennaio a novembre 2018, fonte: Assaeroporti).

La tecnologia come asset per la sostenibilità ambientale

Oggi, in seguito all’intervento, è, infatti, considerato una best practice a livello internazionale. La nota stampa di Johnson Controls spiega: «Secondo i dati del bilancio di sostenibilità certificato da Kpmg si è impegnato infatti in diversi settori fondamentali sul fronte ambientale, come la raccolta differenziata, il risparmio e il riuso dell’acqua, la produzione di energia, il ridotto uso di suolo, e non solo. Alla più generale sostenibilità ambientale ha contribuito soprattutto con la gestione di tecnologie e soluzioni integrate all’avanguardia messe a disposizione da Johnson Controls Italy».

Che cosa è stato fatto al Da Vinci? È stato installato il sistema di Building Management System, spiega ancora la nota stampa, «che consente di operare in maniera produttiva, ottimizzando i consumi energetici e proteggendo adeguatamente persone, dati e processi produttivi». In pratica, si tratta di un sistema di soluzioni complete, integrate, aperte, scalabili e interoperabili, basate su protocolli di comunicazione standard e dotate di un’unica piattaforma di supervisione per cui i dati generati permettono di governare i differenti impianti quali HVAC, fire & security, lighting e information & communication technology (ICT).

Il primo risultato dell’innovazione è un risparmio energetico da parte dell’aeroporto del 21% sulla parte elettrica, del 30% sulla parte meccanica e del 50% sulla parte idrica. «Possiamo intervenire tempestivamente per una manutenzione sia correttiva che preventiva, per un’analisi dei consumi e dell’andamento di determinate grandezze fisiche o per una modifica dei set-point di funzionamento. In questo modo è possibile identificare e perseguire le opportunità di risparmio energetico, ottimizzare i costi operativi, aumentare la vita utile degli impianti, assicurare la continuità operativa, garantire il comfort ambientale e proteggere persone, dati e processi», ha detto Ruggero Poli, Head of ADR Group Energy Systems and Energy Management Aeroporti di Roma S.p.A.

Il secondo risultato è rappresentato da due prestigiosi premi ottenuti dall’aeroporto di Roma nel 2018: World’s Most Improved Airport, in quanto migliore scalo al mondo per capacità di miglioramento e innovazione grazie all’implementazione di servizi ai passeggeri di altissima qualità; Best Airport Award 2018 a livello europeo per gli eccellenti livelli di performance raggiunti in diversi ambiti infrastrutturali e di servizio.

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