Smart speaker, uno schermo per la smart home


Il 2019 si è già presentato come anno degli smart speaker, maggiordomi informatici forniti da competitor globali quali Amazon, Google o Apple. Da tempo essi non si limitano più a diffondere musica e a fungere da basica agenda domestica, ma assumono invece ruoli sempre più “organizzativi” e gestionali all’interno delle smart home destinate a moltiplicarsi. Basta un comando vocale per far loro accendere o spegnere luci, alzare o abbassare tapparelle, inserire o staccare sistemi di allarme.

Secondo un’agenzia di ricerche di mercato come eMarketer, questi altoparlanti intelligenti nel corso del 2019 raggiungeranno cifre di diffusione molto significative, stimolate dall’accessibilità dei prezzi, in Italia attualmente compresi fra i 100 e 200 euro: si parla di 85 milioni di pezzi operativi solo in Cina, pari al 10% degli utenti internet del Paese, e di oltre 74 milioni negli Stati Uniti, pari al 26% dell’utenza.

Sempre a proposito di smart speaker, la svolta su cui la competition globale si giocherà la partita più importante, in questo 2019, è rappresentata dalla presenza dello schermo. Secondo un istituto di ricerche come Strategy Analytics, alla fine di quest’anno il 12% dei consulenti robotici per la smart home sarà dotato di display dove leggere in tempo reale dati riguardanti consumi, spese e impegni evidenziati nell’agenda. È il caso dell’Echo Show prodotto da Amazon per rendere ancora più appetibile, grazie allo schermo, l’offerta già caratterizzata dall’inconfondibile voce dell’assistente di casa Alexa, mentre Google punterà le sue carte su Home Hub, apprezzato anche per la visualizzazione di ricette con cui approntare pranzi rapidi e piacevoli, e Facebook affiderà le sue fortune a Portal, le cui funzioni di “centralinista” saranno applicate al traffico di videochiamate e messaggi effettuati dall’utente.

Secondo ricerche di mercato riportate dall’agenzia Ansa, nel mondo si prevedono 12 milioni di smart speaker dotati di schermo alla fine del 2019, per arrivare a 100 milioni entro il 2023. In una competizione globale dove, subito dopo la sfida Google-Amazon per la leadership del mercato, campeggia la crescente diffusione delle piattaforme cinesi, a cominciare da Baidu, principale motore di ricerca cinese supportato anche dall’alleanza commerciale stretta con Microsoft.

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