Superbonus: quali opzioni per i condomini misti?


Agenzia delle Entrate ed ENEA specificano i casi particolari di condomini misti con unità residenziali e non

Il Superbonus al 110% si sta rivelando spesso strada difficile nell’incastro di normative e burocrazia. Soprattutto se poi si parla di condomini misti composti da unità residenziali e non residenziali.
Cosa succede in questo caso?
È possibile richiedere l’incentivo e in quali modalità si deve predisporre la pratica ENEA e il calcolo degli APE Convenzionali prima e dopo lo stesso intervento?

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 24/E/2020, ha specificato che, nel caso di interventi su parti comuni di un edificio, le spese possono essere considerate – ai fini della detrazione – unicamente se riguardano un edificio residenziale.
La discriminante è perciò la percentuale di superficie totale delle unità immobiliari residenziali del condominio.
Nel caso in cui fosse superiore al 50% (edificio residenziale), Superbonus 110% per gli interventi sulle parti comuni e a beneficiarne sia il proprietario che il detentore di unità immobiliari non residenziali che sostengano le spese per le parti comuni. Soggetti che tuttavia non potranno fruire del Superbonus per interventi trainati realizzati sui propri immobili.
Nel caso, invece di percentuale inferiore al 50% (edificio NON residenziale), è ammessa la detrazione per le spese realizzate sulle parti comuni da parte di possessori o detentori di unità immobiliari destinate ad abitazione comprese nell’’edificio, che potranno fruire del Superbonus anche per interventi trainati realizzati sui propri immobili, purché non rientrino tra le categorie catastali escluse (A/1, A/8 e A/9).

Con la circolare 30/E/2020 (par. 4.2.2) si può capire poi come conteggiare la superficie: ai fini del calcolo della superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza vanno conteggiate tutte le unità immobiliari residenziali che fanno parte dell’edificio, incluse quelle rientranti nelle categorie catastali escluse dal Superbonus.

L’ENEA, inoltre, in un Vademecum dedicato, ha sottolineato che, in caso di edifici con più unità immobiliari, l’APE convenzionale va riferito unicamente all’intero edificio.
Ma se l’incidenza del residenziale supera il 50% in riferimento alla superficie catastale? In questo caso rientrano nell’APE convenzionale le unità immobiliari dotate di impianto di climatizzazione invernale e quelle sprovviste nelle quali però è possibile installarlo. Con, invece, incidenza residenziale pari al 50% o inferiore le unità immobiliari da considerare nell’APE saranno unicamente le residenziali comprese quelle senza impianto di climatizzazione invernale.