Il settore edilizio reagisce alle difficoltà meglio degli altri


La crisi energetica e l’inflazione alle stelle pesano, ma i dati di un sondaggio nelle aziende mostrano la sostanziale tenuta della filiera delle costruzioni

In ogni momento di difficoltà per un Paese c’è sempre un settore a cui si guarda con particolare attenzione per capire se il peggio è passato o comunque si palesa qualche segnale di inversione della rotta. In Italia questo ruolo spetta spesso alla filiera delle costruzioni, che rappresenta da sempre un punto di riferimento sia economico che occupazionale. E sono quindi particolarmente interessanti i dati più recenti elaborati dall’Osservatorio SAIE, che analizza quanto avviene nelle imprese di produzione, distribuzione e servizi che operano nell’edilizia.

Campione di aziende italiane

In particolare, l’analisi è stata effettuata sulla base delle risposte fornite da un campione di aziende italiane che si occupano di produzione, distribuzione e servizi per il settore edilizia e impianti. E per quanto, come vedremo,  a prevalere sono gli elementi di positività – caso probabilmente unico fra i principali comparti produttivi del Paese –, la filiera dell’edilizia non opera su Marte e quindi risente anch’essa dei grandi problemi del momento. Non sorprende, dunque, il fatto che gli intervistati segnalano le crescenti difficoltà apportate alle aziende dall’aumento dei costi energetici e dal rincaro delle materie prime, quest’ultimo destinato a far crescere il prezzo del prodotto finito per il 68% delle aziende.

Ma quelli che in altri settori risultano degli autentici macigni che bloccano lo sviluppo, nella filiera delle costruzioni diventano degli ostacoli non insormontabili. Non si spiega altrimenti il livello di soddisfazione che viene espresso per il portafoglio ordini, ritenuto adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria da oltre 7 aziende su 10 (il 74% del campione). Identica valutazione per il fatturato che si determinerà a fine 2022, atteso in aumento dal 64% delle imprese interpellate, così come il fatturato dell’ultimo quadrimestre rispetto allo stesso periodo del 2021, atteso in crescita dal 61% degli intervistati.

Troppe richieste di lavori

A favorire le attività della filiera edilizia c’è il Superbonus, capace di determinare fino alla metà del fatturato per 9 aziende su 10 (91%). Maxi agevolazione fiscale che ovviamente non è estranea ad un fenomeno assolutamente peculiare del settore edile, ovvero la rinuncia delle aziende a compiere dei lavori a causa dell’eccesso di richieste, una situazione che è stata segnalata da oltre un terzo (38%) degli intervistati. E proprio per ovviare al problema, quasi la metà delle aziende (46% del campione) ha deciso di assumere nuovo personale. Non solo, le commesse in eccesso stanno determinando un aumento degli stipendi nell’ultimo quadrimestre, come segnalato dal 27% degli intervistati.

Infine, fra gli elementi positivi segnalati dall’Osservatorio c’è anche quello del costante aggiornamento tecnologico in corso nella filiera delle costruzioni. Il 69% delle aziende investe in ricerca e innovazione fino a un terzo del proprio fatturato, puntando soprattutto su cloud computing, sicurezza informatica, Internet of Things e connettività/5G. Altro tema importante è quello della sostenibilità, che nel settore dell’edilizia si esplica soprattutto attraverso l’uso di dispositivi a basso consumo energetico, l’isolamento termico o la realizzazione di edifici con le migliori classi energetiche, oltre all’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti e di nuova generazione.