Superbonus e cessione del credito, la saga continua…


Dopo un aspro confronto politico, nuovo cambio della normativa per  sbloccare il meccanismo della cessione del credito e salvare molte aziende edili dal fallimento

Parlare di situazione sorprendente sarebbe improprio, considerato che sul Superbonus si è già detto tutto e il contrario di tutto, però quanto andato in scena nelle stanze della politica al ritorno dalle vacanze aggiunge indubbiamente una puntata inedita nella saga della maxi agevolazione fiscale.

Uno scontro che non ha portato a evocare il rischio di caduta del governo unicamente perché l’esecutivo Draghi era già caduto in precedenza… Nella sostanza il governo, intento a varare un nuovo decreto contenente misure per alleviare l’impatto economico del caro energia sulle imprese e sulle famiglie, si è trovato di traverso il Movimento Cinque Stelle che ha chiesto il contemporaneo varo di norme in grado di sciogliere i gravi problemi di funzionamento del Superbonus.

Soluzione in extremis

Alla fine, prima del liberi tutti in attesa delle elezioni del 25 settembre, una soluzione si è trovata, anche se la sua efficacia è tutta da dimostrare. I Cinque Stelle, e non solo, chiedevano di modificare la norma relativa alla responsabilità solidale in capo alla cessione dei crediti maturati con il Superbonus – che di fatto ne ha bloccato la circolazione per il timore dei soggetti abilitati di diventare bersaglio dell’Agenzia delle Entrate -, in modo da scongiurare il rischio fallimento per migliaia di aziende del settore edilizio.

La modifica, come detto, è arrivata sotto forma di una norma che tutela maggiormente i soggetti protagonisti della cessione del credito limitandone la responsabilità nel caso di emergere di comportamenti irregolari o addirittura truffaldini nell’esecuzione dei lavori in regime di Superbonus. In particolare, la responsabilità in solido del soggetto che ha applicato lo sconto in fattura e di coloro che successivamente hanno acquistato i relativi crediti scatta soltanto nel caso di concorso nella violazione con dolo o colpa grave.

Più di 5 miliardi di crediti “bloccati”

Basterà a rimettere in moto la catena delle cessioni del credito, in primis riattivando le banche che da mesi hanno interrotto la loro operatività sul Superbonus? Difficile dirlo, anche se si tratta di una ripartenza davvero indispensabile considerato che i crediti fermi nei cassetti fiscali di imprese e professionisti dell’edilizia vengono stimati in più di 5 miliardi di euro.

Ma in attesa di sapere se anche quest’ostacolo verrà superato già se ne profila un altro all’orizzonte. I dati più recenti, al 31 agosto, quantificano in circa 43 miliardi il totale degli investimenti ammessi alla detrazione del Superbonus rispetto ai 39,7 miliardi di luglio. Ma questo significa che l’onere a carico dello Stato è di  oltre 47 miliardi a causa dell’aliquota di recupero del 110%. Inoltre, considerato il ritmo della progressione, almeno altri 10 miliardi di detrazioni ammesse potrebbero aggiungersi entro fine anno. Fin qui lo Stato ha invece stanziato 33 miliardi per coprire le spese del Superbonus. Insomma, c’è un “leggero” problema con i conti…