Una casa più fresca con le piante a fare da “cappotto verde”


ENEA indica una riduzione fino a tre gradi della temperatura nelle abitazioni grazie all’ombreggiamento e alla traspirazione di coltri vegetali disposte su tetti e facciate

È una domanda che si ripropone inesorabile ogni qual volta il calore dell’estate comincia a “mordere” particolarmente: come faccio a stare più fresco in casa?

Ebbene, esistono due tipi di risposte, che in relazione agli interventi dentro all’abitazione possiamo definire attive e passive. Le prime comportano il ricorso ad un ausilio meccanico, dagli economici ventilatori a un più costoso ma ben più efficace impianto di condizionamento (fra l’altro fruibile anche d’inverno). Quanto ai rimedi passivi, affondano nella notte dei tempi, dall’opportuna apertura delle finestre per creare correnti alle tende e tapparelle semichiuse per schermare i raggi solari, e così via tentando.

ENEA, però, ci propone un’ulteriore ed ingegnosa risposta che si può collocare a cavallo fra le due tipologie sopra descritte, ovvero ottenere una riduzione della temperatura interna in estate fino a 3 gradi centigradi grazie ad un “cappotto verde” di piante collocate sui tetti e le pareti degli edifici. Un’idea interessante ma tutta da verificare? Non proprio, perché in ossequio alla sua missione istituzionale l’Ente è passato dalle parole ai fatti nell’ambito del suo progetto “Infrastrutture verdi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e la qualità del microclima nelle aree urbane”.

Un edificio prototipo per la sperimentazione

Si è così utilizzato un edificio prototipo presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia, vicino a Roma, con coltri vegetali opportunamente messe a copertura del solaio e delle pareti esterne. In questo modo le temperature superficiali dell’edificio sono state mantenute al di sotto dei 30 gradi, evitando così le forti variazioni termiche che si verificano a livello delle superfici di tetti e pareti privi di vegetazione, con picchi di temperatura che possono oltrepassare i 50 gradi nelle ore più calde. Un risultato notevole dovuto all’abbattimento pari a quasi il 50% del flusso termico tramite l’ombreggiamento e la traspirazione garantito dalle coltri vegetali disposte a protezione dalla radiazione solare.

“Abbiamo rilevato che le temperature superficiali della parete verde – spiega Arianna Latini, ricercatrice ENEA del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica – sono fino a 13 gradi inferiori rispetto alla facciata non vegetata, con una riduzione dei flussi termici verso l’interno di circa 7 kWh/m² e un abbattimento delle emissioni fino a 1 kg di CO2/m², dovuto al minore consumo di energia elettrica”. In particolare, i dati preliminari fanno supporre che si possa ottenere “una riduzione dei consumi elettrici di circa 2 kWh/m². Mediamente questo si traduce in un risparmio di energia elettrica di circa 200 kWh per la climatizzazione estiva di un’abitazione di 100 metri quadrati, tenuto conto di una temperatura di comfort dell’ambiente interno non superiore a 26 gradi”.

In Europa sono possibili benefici enormi

Effetti importanti che diventano addirittura giganteschi traslando su larga scala il beneficio assicurato dai cappotti verdi. Infatti, ENEA stima che un inverdimento del 35% della superficie urbana dell’Unione europea (oltre 26 mila km²) permetterebbe di ridurre la domanda di energia per il raffrescamento estivo di edifici pubblici, residenziali e commerciali fino a 92 TWh l’anno, con un valore attuale netto (VAN) di oltre 364 miliardi di euro. Parallelamente, verrebbero evitate emissioni di gas serra equivalenti a 55,8 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Per avere un’idea dell’ordine di grandezze, basti pensare che il settore agricolo in Italia ha emissioni annuali molto inferiori, equivalenti a circa 30 milioni di tonnellate di CO2.